Ces 2020, per Qualcomm è l’anno del personal computer 5G

Yoga 5G è il primo pc 5g al mondo e nasce dalla collaborazione con Lenovo

Las Vegas (Usa) – È trascorso poco più di un anno da quando Cristiano Amon, presidente di Qualcomm, ha annunciato al Mobile World Congress di Barcellona che il 5G sarebbe stato dappertutto. Mentre la nuova tecnologia muove i primi passi per trasformare gli smartphone in congegni sempre più versatili, potenti ed equiparabili ad un computer, grazie ai circuiti integrati Snapdragon 865, 765 e 765 gaming già annunciati, Amon ha rilanciato da Las Vegas: questo sarà l’anno del pc 5G. Ovvero, come ha detto Amon, mentre il numero degli smartphone abilitati al 5G raggiungerà entro la fine dell’anno 200 milioni di unità al mondo, l’azienda punta fortemente per portare i suoi Snapdragon 8c e 7c sui personal computer.

Proprio per questo sul palco della conferenza è intervenuto Johnson Jia, senior vice president di Lenovo, che ha presentato il primo pc 5G al mondo: Yoga 5G, spinto dallo Snapdragon 8cx, permetterà finalmente di potersi godere in mobilità esperienze fino a ieri impensabili come il gaming online, che richiede una connessione a banda larga. Per poter dire una volta per tutte bye bye wi-fi. Il computer che lavorerà con nano sim, ma anche con eSim, sarà lanciato entro la primavera negli Usa a un prezzo (un po’ caro) di 1499 dollari, avrà un display da 14 pollici full hd, audio Dolby Atmos e una batteria che durerà, questa è la promessa, 24 ore.

Mentre Qualcomm punta fortemente anche a rivoluzionare il mondo del cloud grazie al 5G, l’altra grande novità del Ces 2020 è l’ingresso nel settore automotive, che come ha evidenziato Amon, pone sfide tecnologiche enormi in vista dell’obiettivo dei veicoli autonomi. “Lo scopo di usare il 5G è quello di rendere il viaggio più sicuro e creare un nuovo modo di guidare“, ha detto il presidente dell’azienda Usa, lanciando Qualcomm Snapdragon Ride: la nuova piattaforma in prova per le case costruttrici entro giugno e sul mercato dal 2023, avrà molteplici scopi, non soltanto connettendo le auto all’infrastruttura e ai pedoni, ma permettendo di ripensare il cruscotto ormai pronto per entrare nell’era digitale, portando ulteriore innovazione nella guida assistita oltre a tutta una nuova serie di servizi on board grazie all’utilizzo sempre più veloce e affidabile del cloud.

Fonte : Wired