Secondo i discendenti di Jimmy Hoffa: “The Irishman è pura finzione”

Una delle pellicole più chiacchierate del momento è sicuramente The Irishman, grazie anche alla discussione ancora in corso tra Martin Scorsese e i Marvel Cinematic Universe. Adesso uno dei parenti del vero Jimmy Hoffa, una sorta di pro-nipote, ha commentato la pellicola targata Netflix smentendo i magistrali ciak del regista.

A puntare il dito è Jack Goldsmith, professore di legge della Harvard University nonché figlioccio di Chuckie O’Brien, a sua volta figlio adottivo di Jimmy Hoffa, il magnate dei sindacati americani interpretato da Al Pacino: secondo quanto dichiarato al New York Times le vicende che vedono coinvolto O’Brien sono totalmente inventate.

Goldsmith ha affermato che la pellicola non ha fato altro che aizzare nuovamente l’opinione pubblica contro O’Brien per il presunto coinvolgimento nell’assassinio di Hoffa, fatto che, sebbene non sia mai stato provato in tribunale, a causa che la gogna mediatica ha causato numerosi problemi lavorativi ed interpersonali a “Chuckie”.

Oltre ad avvalorare indirettamente l’accusa, per Goldsmith un’accuratezza sarebbe intollerabile: l’aver presentato Frank Sheeran (Roberto De Niro) come fidato consigliere di Hoffa, ruolo notoriamente rivestito da O’Bien (Jesse Plemons).

“Al di là di queste verità di superficie, e nonostante il sentimento di “vero crimine”, il film è di alta finzione. The Irishman è uno dei più grandi film falsi che io abbia mai visto. In effetti, ciò che ha fatto il signor Scorsese è stato quello di scambiare Chuckie con il signor Sheeran al fianco del signor Hoffa. Per decenni fu Chuckie il compagno intimo, autista, guardia del corpo e specialista nella risoluzione dei problemi e non si aspettava che il signor Scorsese si appropriasse della sua stretta relazione con Hoffa (il prezioso sangue, il sudore, le lacrime e la gioia di una relazione padre-figlio di tre decenni) e di darle al signor Sheeran”.

Come sempre, il problema dell’accuratezza storica rimane una questione spinosa per il film di genere storico, ma potete approfondire la questione nel libro “In Hoffa’s Shadow: A Stepfather, a Disappearance in Detroit, and My Search for the Truth” scritto dallo stesso Goldsmith, mentre per per ulteriori dettagli sul film vi rimandiamo alla nostra recensione di The Irishman e agli effetti speciali di de-aging impiegati nella pellicola.

Fonte : Everyeye