Rifiuti, l’Epifania si porta via le feste ma non l’emergenza: Roma sommersa di spazzatura

Montesacro, Prenestino, Donna Olimpia, Spinaceto, Garbatella, Marconi. E ancora Torrevecchia, Boccea, Pigneto, Centocelle. La raccolta rifiuti non accenna a migliorare. Le strade della città, con le feste di Natale, si sono trasformate in mini discariche a cielo aperto. E la situzione non accenna a migliorare.

Nelle postazioni più fortunate, i cassonetti svuotati sono comunque circondati da montagne di sacchetti, carta, cartoni, plastica. Solo le temperature rigide limitano i cattivi odori e il proliferare di blatte e topi. Se fosse estate l’aria sarebbe irrespirabile. Un quadro che sta realmente esasperando i cittadini, tanto da spingere vandali a bruciare di notte rifiuti e secchioni. L’ultimo episodio questa notte in via di Donna Olimpia. 

“La situazione è sotto controllo e in miglioramento, specie se raffrontata con le analoghe giornate festive degli scorsi anni. In aree in cui si sono verificati rallentamenti nelle operazioni di raccolta di singole frazioni di materiali (come plastica o carta) abbiamo già predisposto giri supplementari grazie a cui, nelle prossime ore, la situazione potrà essere rapidamente recuperata“. Così tranquillizzava i romani l’amministratore unico di Ama Stefano Zaghis il 26 dicembre. 

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Dieci giorni dopo però, il panorama non solo non è migliorato, è disastroso. Il dibattito politico degli ultimi giorni ha messo al centro la discarica, la scelta del sito in Valle Galeria (Monte Carnevale) da parte della sindaca Raggi, il caos di proteste che ne è seguito. Intanto però la Capitale si è ricoperta di immondizia. E nessuno dal Campidoglio, né da Ama, batte un colpo

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Stavolta poi è difficile dare colpe all’esterno. Gli impianti di trattamento meccanico biologico, i Tmb, sono regolarmente in funzione. E il sito di smaltimento di Colleferro chiuderà dal 15 gennaio. Le responsabilità sono necessariamente da ricercare nella raccolta stradale messa in piedi da Ama, guidata da settembre da Stefano Zaghis, fedelissimo della sindaca Raggi. Il nuovo amministratore unico ha ben presente le falle dei servizi in capo alla partecipata. Li troviamo scritti nei “punti di debolezza” elencati nella bozza di piano industriale, che RomaToday ha potuto visionare. 

Il principale? La qualità e quantità dei mezzi a disposizione per svuotare i secchioni. Pochi e malconci. In totale circa 280, tutti tra i 10 e i 18 anni d’età, con la metà regolarmente ferma nelle autorimesse per interventi di manutenzione. Un numero insufficiente specie quando la quantità di scarti prodotta dai cittadini aumenta in maniera considerevole, come sempre avviene nei lunghi periodo di festa. Che ci sia un serio bisogno di intervenire sul punto è chiaro a tutti, tanto che nelle linee guida del piano industriale, Zaghis parla appunto di “ridotti investimenti negli ultimi anni sul parco mezzi”.

Tra il 2020 e il 2024 dovrebbero essere 46 milioni e 428mila euro per comprarne di nuovi. Intanto però, nelle more di un piano che ancora deve essere approvato, l’amministratore grillino fa sapere al quotidiano Il Messaggero di averne ordinati 102. I primi 17 già arrivati, 13 in fase di immatricolazione e 15 in arrivo ogni mese fino a raggiungere il totale acquistato. Un primo passo, ma ancora una goccia nel mare. E in realtà, puntualizza polemica l’ex assessora all’Ambiente Pinuccia Montanari, i 102 mezzi in questione sarebbero la fornitura di bandi di gara avviati da Lorenzo Bagnacani, ex ad che lasciò il posto lo scorso febbraio in polemica con il socio unico, Roma Capitale. 

“Basta leggere sul sito AMA – scrive sulla sua pagina Facebook – le gare bandite sui mezzi per scoprire con facilità che i mezzi di cui Zaghis si attribuisce merito e lascia intendere la paternità non sono altro che il risultato delle gare bandite nella gestione Bagnacani, che esaurito l’iter delle commissioni di gara e di collaudo ora produce le effettive forniture all’azienda. Un tocca sana per una situazione così disastrata, ma un risultato di chi prima di Zaghis ha saputo pianificare soluzioni concrete per risolvere alla radice i problemi di un’azienda da troppo tempo a digiuno da soluzioni. Dopo Bagnacani più nessuno in azienda ha bandito gare”
 

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Fonte : Roma Today