Novantenne legata e massacrata di botte per 10 euro: fermato un 21enne

Svolta nell’omicidio di Carla Quattri Bossi, la 90enne trovata morta domenica nel “Podere Ronchetto”, un cascinale dove erano in corso dei lavori di costruzione di un agriturismo.

All’alba di lunedì la Squadra Mobile di Milano ha infatti fermato un uomo che è ritenuto essere il presunto killer. Si tratterebbe, stando ai primi dettagli, di un dipendente e l’ipotesi più plausibile è quella della rapina finita male.

Carla ammazzata con un barattolo di marmellata per 10 euro negati: i dettagli su MilanoToday​

La vittima è proprietaria – insieme ai figli – del podere in cui è avvenuto il delitto, in via Pescara, al Gratosoglio. L’allarme era scattato alle 10, quando la segretaria della struttura aveva trovato la 90enne morta con i polsi legati e il viso avvolto in un telo. La vitttima presentava una grossa ferita sul cranio.

Milano, uccisa Carla Quattri Bossi

Secondo l’esame del medico legale, l’omicidio sarebbe avvenuto la sera prima, il 4 gennaio, mentre la polizia scientifica ha accertato che il corpo è stato trascinato per alcuni metri. Sul luogo del delitto sono stati trovati barattoli e oggetti intrisi di sangue e la zona dove viveva l’anziana donna era a soqquadro.

Nella cascina, che ospita una rimessa per camper e dove sorgerà un agriturismo, vive uno dei figli della 90enne, che però era fuori con la famiglia.

Gli agenti hanno subito ascoltato lui e tutti gli altri figli, in totale quattro, e i tre dipendenti della struttura. All’alba la svolta, con il fermo dell’assassino.

Omicidio nell’agriturismo a Milano: “lite per i soldi”

In manette, su ordine del pubblico ministero Gianluca Prisco, è finito Dobrev Damian Borisov, un bulgaro di ventuno anni che nel podere si occupava degli animali e dei piccoli lavori di ristrutturazione dopo essere entrato in un progetto di collaborazione tra comune di Milano e associazioni di volontariato per aiutare i ragazzi meno fortunati. 

Il 21enne lavorava nella cascina in cambio di vitto, alloggio e una piccola somma di denaro. Denaro che però, evidentemente, non bastava. Così – stando a quanto ricostruito dalla Squadra Mobile, guidata dal dirigente Marco Calì – sabato sera lui si sarebbe presentato nell’alloggio della 90enne e le avrebbe chiesto dei soldi, sembra dieci o quindici euro. 

La donna, però, avrebbe detto di no e sarebbe nata una lite: Dobrev, secondo i primi accertamenti della Scientifica, avrebbe a quel punto impugnato un barattolo di marmellata e avrebbe sfondato il cranio della vittima.

Fonte : Today