5 novità a gennaio su Amazon Prime Video, da Black Butterfly a Snowpiercer

Magnifici adattamenti di osannate graphic novel, action-movie con eroine “di ferro”, roboanti e muscolari action-thriller, colorati film d’animazione e inquieti thriller psicologici. Nel nostro nuovo appuntamento dedicato alle proposte arrivate di recente nel catalogo di Amazon Prime Video andiamo a parlare in quest’occasione del futuristico Snowpiercer, affascinante incursione di Bong Joon-ho nella sci-fi distopica, dell’adrenalinico Lucy diretto da Luc Besson con protagonista una scatenata Scarlett Johansson, del tonitruante Pain & Gain – Muscoli e denaro di Michael Bay con le star Mark Wahlberg e Dwayne Johnson, del pirotecnico Wonder Park e dell’ambiguo Black Butterfly con Antonio Banderas, dove la verità si nasconde fino all’ultimo.

Snowpiercer

Adattamento del fumetto francese Le Transperceneige, il film del maestro coreano Bong Joon-ho, recentemente autore del capolavoro Parasite (2019), è frutto di una co-produzione internazionale e vanta un cast delle grandissimi occasioni che comprende Chris Evans, Ed Harris, Tilda Swinton, John Hurt e Song Kang-ho. La storia è ambientata in un prossimo futuro nel quale l’umanità è sull’orlo dell’estinzione in seguito a devastanti eventi climatici, con i pochi sopravvissuti che si trovano a bordo di un immenso treno a moto perpetuo che gira costantemente intorno al pianeta. Come in ogni microcosmo che si rispetti però, le gerarchie sociali sono vigenti anche sul mezzo, con i poveri asserragliati in condizioni miserabili nelle carrozze di coda e i ricchi a godere di ogni agio nella parte anteriore. Come spesso accade in questi casi, una rivoluzione è alle porte.

Fantascienza etica e sociale, distopia lucida e metaforica delle leggi non scritte che dominano il mondo dall’alba dei tempi, Snowpiercer è un’opera di abbagliante crudezza, ferale e spietata al punto giusto e con una notevole cura psicologica nella gestione dei rapporti tra i vari personaggi. Un film energico e potente che lascia con il fiato sospeso fino ai titoli di coda, che riconcilia con il più sano e intelligente cinema spettacolare.

Lucy

L’occidentale Lucy vive e studia a Taipei, dove trascorre le sue giornate tra feste scatenate e senza un obiettivo da perseguire. Un giorno il suo fidanzato la obbliga a consegnare una valigetta a suo nome a un boss locale; il criminale prima uccide il ragazzo e poi rapisce la protagonista, costringendola ad agire come corriere per la sua organizzazione. Lucy deve infatti contrabbandare un rivoluzionario tipo di droga sperimentale nascondendola all’interno del suo stomaco, ma quando il pacchetto in cui la sostanza era contenuta si rompe accidentalmente, la giovane sviluppa capacità sovrumane che le danno l’opportunità di vendicarsi.

Dopo Nikita, un’altra badass girl per Luc Besson e anche in questo caso è la droga l’elemento scatenante della narrazione. Il personaggio interpretato da una tosta Scarlett Johansson viene coinvolto in una serie di eventi inarrestabile, dando origine a un intreccio intenso e visivamente potente, appartenente allo stile adrenalinico e sopra le righe del regista transalpino.
Un film sbilenco ma non privo di fascino, che guarda anche ai principi della filosofia orientale per mettere in scena un pirotecnico luna park di pura azione, sorretto da un cast eterogeneo che può contare nei panni della crudele nemesi dell’impeccabile Choi Min-sik.

Pain & Gain – Muscoli e denaro

Un personal trainer organizza insieme a due complici il rapimento di un facoltoso cliente della sua palestra: lo scopo del sequestro è quello di mettere le mani senza troppi sforzi su un bel gruzzolo di soldi facili. Ovviamente le cose non andranno come preventivato e avrà il via una serie di eventi sempre più esagerati e improbabili, pervasi da una sana dose di black humor e da una costante messa in mostra di fisici scolpiti, sia maschili che femminili, che reggono discretamente il gioco per le due ore e mezza di visione.

Tra un Transformers e l’altro Michael Bay firma nel 2013 un action atipico nel quale vengono ibridati – in un gradevole mix – istinti da commedia nera e sortite noir, dando vita a un’operazione divertente che si affida all’innato carisma testosteronico dei due protagonisti Mark Wahlberg e Dwayne Johnson, senza dimenticare un cast secondario di lusso che comprende interpreti di razza come Ed Harris e Peter Stormare. Una visione ideale per spegnere il cervello senza troppi sensi di colpa.

Wonder Park

La piccola June e sua madre passano le loro giornate creando incredibili avventure del Wonderland, un incredibile parco magico gestito da un gruppo di animali. Con lo scorrere del tempo però la donna inizia a sentirsi sempre più stanca e scopre di soffrire di gravi problemi di salute, tali da costringerla a un periodo di ricovero lontano da casa. La giovanissima protagonista decide così di scappare via e durante il tragitto nel bosco si imbatte in un’insegna abbandonata del Wonderland; scopre che l’attrazione delle sue fantasie esiste sul serio ed è al momento vittima di una spaventosa nube tempestosa, oltre a essere minacciata dalle incursioni dei Chimpanzombie, giocattoli di peluche impazziti. Con l’aiuto dei suoi amici animali la piccola farà di tutto per riportare la pace.

Wonder Park si adagia su una messa in scena anonima ma gradevole per i più piccoli, ma pecca in una sceneggiatura prevedibile, mai in grado di coinvolgere pienamente dal lato emozionale. Lo spettacolo estetico risulta così scontato e gratuito nei suoi eccessi pirotecnici e mai capace di lasciare realmente il segno.

Black Butterfly

Paul è uno scrittore pieno di debiti che da qualche anno è a corto d’ispirazione per i suoi romanzi. L’uomo, che vive da solo in una casa isolata in una località di periferia (scossa di recente dai brutali omicidi di quattro donne, compiuti da un inafferrabile e misterioso serial killer), accetta di dare un passaggio e in seguito ospitare un solitario vagabondo, ignaro delle conseguenze a cui andrà incontro. Questi infatti conquisterà giorno dopo giorno la fiducia di Paul fino a svelare le sue reali intenzioni e nella folle partita tra i due rimarrà coinvolta anche la bella agente immobiliare Laura.

Un godibile ma imperfetto thriller di genere con protagonista uno scrittore in crisi creativa, interpretato con la corretta partecipazione emotiva da un efficace Antonio Banderas. La pellicola sfrutta coordinate già viste scadendo, soprattutto nel finale, in fastidiosi trucchetti narrativi tipici del filone “kinghiano”, ma nell’ora e mezza di visione offre comunque alcune soluzioni interessanti, soprattutto nella gestione dei rapporti tra i due personaggi principali, ben messi in scena dal regista con un approccio tensivo di discreto livello.

Fonte : Everyeye