Crisi Usa-Iran, è allerta anche nella Capitale: dalla Questura nuove misure anti terrorismo

Non c’è un allarme specifico, questo il questore Carmine Esposito lo specifica. Ma è bene non abbassare la guardia, dopo il doppio attacco americano che ha decapitato in Iraq i vertici militari di Teheran con annessa crisi internazionale e ripercussioni pesanti sul già fragile equilibrio dell’area del Medioriente. Così da via di San Vitale è arrivata un’ordinanza, indirizzata ai responsabili di tutti gli uffici della polizia sul territorio, emanata per intensificare le misure di sicurezza in città. 

Obiettivi sensibili americani e iraniani, senza differenza tra gli uni e gli altri, sono i primi osservati speciali. Delegazioni e uffici di rappresentanza, abitazioni private di personalità dei due Paesi, ma anche catene di negozi americane, università e scuole internazionali. 

Dall’ambasciata della Repubblica islamica in via Nomentana, dove già quotidianamente si trovano due posti fissi di militari dell’Esercito a presidiare gli ingressi, alla sede diplomatica di Teheran presso la Santa Sede nel quartiere Salario, insieme con l’Istituto culturale iraniano, a Trionfale, e con un’altra associazione sulla via Cassia. 

Poi c’è l’ambasciata americana di via Veneto e la residenza dell’ambasciatore Usa a Villa Taverna, e ancora gli uffici culturali e le catene commerciali americane, le scuole internazionali. Controlli rafforzati dunque, insieme a Carabinieri, Guardia di Finanza e i militari dell’Esercito impiegati per l’operazione Strade Sicure, che si aggiungono alle misure già attive e ancora in corso per il periodo natalizio. 

Al momento comunque, come già detto, non ci sarebbero allarmi specifici legati ad azioni imminenti, ma a elevare il livello di allerta si sono aggiunti i fatti di Parigi. Due giorni fa alle porte della metropoli francese è andata in scena l’ennesima aggressione di un uomo ai passanti al grido di “Allah Akbar”. La paura è che Roma, che ospitano in quanto Capitale possibili obiettivi sensibili di entrambi i Paese, Usa e Iran, possa entrare nel mirino di azioni terroristiche o dimostrazioni improvvisate. Da qui la sorveglianza speciale e il nuovo dipositivo di controllo. 

Fonte : Roma Today