L’Australia brucia: 23 morti, richiamati 3mila riservisti. E’ la prima volta dal dopoguerra

L’Australia continua a bruciare: almeno ventitré persone hanno perso la vita, mentre sono andati a fuoco decine di milioni di alberi e almeno 500mila animali sono morti. Decine di migliaia di persone sono state fatte evacuare da tre Stati del sudest del paese e il premier Scott Morrison ha annunciato che sono stati chiamati 3mila riservisti per far fronte alla crisi: si tratta della più grande mobilitazione del dopoguerra.

Anche quella di oggi, come è stato anche nei giorni scorsi, si annuncia come una giornata “lunga” e difficile, ha detto il capo dei pompieri dello Stato del Nuovo Galles, Shane Fitzsimmons. Le condizioni meteorologiche rischiano infatti di peggiorare durante il weekend con oltre 40 gradi centigradi attesi oggi e accompagnati da forti venti che potrebbero rendere il lavoro dei vigili del fuoco e delle squadre di soccorso ancora più complicato, se non del tutto vano. Nell’annunciare il ricorso ai riservisti Morrison ha spiegato che la decisione si traduce in un maggior numero di uomini sul terreno, un maggior numero di aerei impegnati a combattere le fiamme e un maggior numero di navi per le operazioni di soccorso.

Dove le fiamme non distruggono case, coltivazioni e foreste i danni sono comunque importanti: Sydney, la più grande città dell’Australia, rischia di rimanere al buio a causa dei roghi che stanno mettendo a dura prova le forniture di energia elettrica nello Stato più popolato del continente. E la situazione sembra peggiorare ora dopo ora. Il ministro dell’Energia Matt Kean, in un tweet, ha chiesto ai residenti a ridurre il consumo di elettricità e a “spegnere le pompe della piscina, le luci nelle stanze non occupate ed evitare l’uso di lavatrici e lavastoviglie”. Le fiamme che stanno investendo il Nuovo Galles del Sud hanno abbattuto le linee di trasmissione nella parte meridionale dello Stato, che sono collegate al vicino Stato di Victoria. Il direttore della società elettrica TransGrid, Paul Italiano, ha dichiarato che il sistema finora ha tenuto, seppure “sotto stress”. Nel Nuovo Galles del Sud vivono otto milioni di persone, il 65% nella zona di Greater Sydney. Le fiamme nel frattempo avanzano: altre due persone sono morte la scorsa notte mentre è stato quasi completamente distrutto il Parco Nazionale Flinders Chase sull’isola. I roghi minacciano ora di raggiungere anche aree più popolose. Gli incendi sull’isola sono cominciati il 20 dicembre scorso e hanno già bruciato oltre 1.000 chilometri quadrati di territorio.

Fonte : Fanpage