Sale la tensione tra Usa e Iran, Trump su Twitter: “Soleimani doveva essere eliminato anni fa”

“Il generale Soleimani ha ucciso o gravemente ferito migliaia di americani nel corso di un lungo periodo di tempo, e stava tramando per ucciderne molti altri… ma è stato preso”. Donald Trump rivendica con un tweet l’uccisione del capo delle Forze iraniane al-Quds, Qassem Soleimani, avvenuta questa notte nel corso di un raid deciso e operato da Washington a Bagdad, nel corso del quale è rimasto ucciso il numero 2 di Hashed, Abu Mahdi al-Muhandis. L’inquilino della Casa Bianca, in un clima di crescente tensione tra Stati Uniti e Teheran, ha anche aggiunto, sempre via social network, che “anche se l’Iran non sarà mai in grado di ammetterlo veramente, Soleimani era sia odiato che temuto all’interno del Paese. Gli iraniani non sono neanche lontanamente rattristati come i loro leader vogliono far credere al resto del mondo. Sarebbe dovuto essere eliminato molti anni fa”, ha tuonato infine l’ex tycoon newyorkese che, secondo fonti del Pentagono citate dalla CNN, si appresterebbe a inviare migliaia di soldati in Medio Oriente.

Putin: “Decisione Usa rischia di aggravare la situazione in Medio Oriente”

Poco prima, sempre Trump aveva lanciato un altro tweet al veleno: “L’Iran non ha mai vinto una guerra, ma non ha mai perso un negoziato”, dopo aver condiviso una bandiera americana, con un chiaro intento polemico nei confronti del suo precedessore, Barack Obama, che invece si era distinto per i suoi sforzi negoziali con Teheran. La decisione del numero uno degli Stati Uniti sta avendo numerose ripercussioni in tutto il mondo. Se il segretario di Stato a stelle e strisce, Mike Pompeo, ha detto alla CNN che “la decisione di Trump ha salvato molte vite umana”, spiegando che con l’uccisione di Soleimani “è stato sventato un imminente attacco” e che “il popolo iracheno sostiene la decisione americana desideroso di avere un Paese sovrano, indipendente e libero da ogni influenza da parte dell’Iran”, altri non sono dello stesso avviso. Primo tra tutti il presidente russo Vladimir Putin, secondo il quale l’attacco americano di questa notte rischia di “aggravare la situazione” in Medio Oriente.

Morte Soleimani, l’Onu invita alla moderazione

Dell’attacco americano avvenuto nei pressi dell’aeroporto di Baghdad ha parlato anche il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres. “Questo è un momento in cui i leader devono esercitare la massima moderazione, il mondo non può permettersi un’altra guerra nel Golfo”, ha fatto sapere in una nota. Guterres ha “costantemente sostenuto la necessità di una de-escalation nel Golfo” ed è “profondamente preoccupato per la recente escalation”. Anche il presidente francese Emmanuel Macron, che ha ribadito la necessità di “evitare una nuova pericolosa escalation” e ha lanciato un appello alla “moderazione”. Gli ha fatto eco anche Federica Mogherini, ex Alto rappresentate Ue nella commissione Juncker: “Un’escalation estremamente pericolosa nel Medio Oriente. Spero che prevarranno quelli che credono ancora nella saggezza e nella razionalità, che verranno preservati alcuni dei risultati diplomatici del passato e che si eviterà un confronto su vasta scala”, ha scritto su Twitter.

Su Twitter spopola l’hashtag #WWIII che evoca la Terza Guerra Mondiale

Intanto, su Twitter sta spopolando l’hashtag #WWIII, vale a dire World war III, cioè terza Guerra mondiale, unendo utenti che commentano possibili conseguenze del raid statunitense ed altri che si interrogano sul pericolo di un nuovo conflitto mondiale. In piazza a Teheran, infatti, decine di migliaia di persone sono scese in piazza dopo il raid americano di questa notte per protestare contro quelli che definiscono i “crimini” degli Stati Uniti e gridando slogan come “morte all’America”. I manifestanti esibiscono poster che ritraggono Soleimani, capo delle milizie al-Quds dei Guardiani della Rivoluzione, riempiendo le strade nel centro della capitale. Intanto, la guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, ha già nominato Esmail Qaani, come suo successore, dopo aver chiesto tre giorni di lutto nel Paese affermando che l’uccisione del generale Qassem Soleimani raddoppierà la motivazione della resistenza contro gli Stati Uniti e Israele. “Il lavoro e il cammino del generale Qassem Soleimani non si fermeranno e una dura vendetta attende i criminali, le cui mani nefaste sono insanguinate con il sangue di Soleimani e altri martiri dell’attacco della notte scorsa”, ha concluso.

Fonte : Fanpage