Omicidio Soleimani, allerta a New York per il rischio rappresaglie

Venti di guerra in Medio Oriente. Dopo il raid aereo in cui è rimasto ucciso il generale iraniano Qassem Soleimani, gli Stati Uniti hanno deciso di inviare altri 3.500 soldati nella regione. Lo hanno riferito tre funzionari del Pentagono e un ufficiale militare a Nbc News. Le nuove truppe saranno dispiegate in Iraq, Kuwait e altre parti della regione in risposta alle minacce giunte dall’Iran dopo la morte del generale. Dopo l’atto di guerra unilaterale, infatti, il generale iraniano Mohammad Reza Naghdi ha avvisato: gli Stati Uniti comprino “bare per i soldati” di stanza nella regione. La Casa Bianca deve lasciare la regione oggi o deve andare al mercato a ordinare bare per i soldati”, ha affermato Reza Naghd. “Non vogliamo uno spargimento di sangue. Devono fare da soli la loro scelta”, ha aggiunto. Dura reazione anche da parte di Hassan Nasrallah, leader del gruppo sciita libanese Hezbollah, secondo cui l’uccisione di Qasem Soleimani deve essere vendicata. “Portare a termine l’appropriata punizione per questo assassinio criminale sarà responsabilità di tutti i combattenti della resistenza nel mondo”. Il regime siriano nel frattempo ha condannato “nei termini più duri” quella che ha definito la “criminale aggressione degli Stati Uniti che ha portato al martirio del leader di al-Quds, il generale iraniano Qassem Soleimani”.

USA-Iran: “Papa Francesco segue con la preghiera gli eventi”

In questo quadro un ruolo determinante potrà essere giocato, come altre volte in passato, dalla Santa Sede. Il portavoce vaticano Matteo Bruni intervistato dall’AdnKronos a proposito della situazione in Iran e in Iraq si è limitato per il momento a dichiarare: “Papa Francesco è informato di quanto sta accadendo e segue con la preghiera gli eventi”.

A New York misure eccezionali contro possibili rappresaglie

Il Dipartimento di polizia di New York adotterà “misure immediate” per proteggere la città da ogni possibile “rappresaglia” dopo l’attacco aereo americano in Iraq in cui è rimasto ucciso il potente generale iraniano Qassim Soleimani. Lo ha reso noto il sindaco della Grande Mela Bill de Blasio, spiegando in un messaggio su Twitter di aver discusso delle misure di sicurezza con il commissario dell’Nypd Dermot Shea e con il capo dell’antiterrorismo, John Miller. De Blasio ha dichiarato di essere “preoccupato per la nostra città e per la nostra nazione”.

Farnesina: “Escalation preoccupante”

In una nota, la Farnesina afferma che “gli ultimi sviluppi della situazione in Iraq sono molto preoccupanti”. “Negli ultimi giorni – rileva – abbiamo assistito ad una pericolosa escalation culminata nell’uccisione del Generale iraniano Soleimani. L’Italia lancia un forte appello perché si agisca con moderazione e responsabilità, mantenendo aperti canali di dialogo, evitando atti che possono avere gravi conseguenze sull’intera regione. Nessuno sforzo deve essere risparmiato per assicurare la de-escalation e la stabilità”.

Fonte : Fanpage