Feudi di San Gregorio lascia la Rinascente: chiude la bottega alimentare di via del Tritone

San Gregorio lascia la Rinascente di Roma: chiude la bottega alimentare dei Feudi in via del Tritone. 

Chiude San Gregorio alla Rinascente

L’annuncio arriva dalla stessa azienda che spiega come la scelta sia stata presa “a causa dei flussi insufficienti a garantire la prosecuzione dell’attività in condizioni di economicità”. 

Tredici in tutto i lavoratori che dal prossimo 16 gennaio, data in cui San Gregorio chiuderà i battenti nella food hall della Rinascente, rischiano di rimanere senza occupazione. 

San Gregorio alla Rinascente: 13 lavoratori a rischio

Personale che, ha spiegato a RomaToday il presidente di Feudi, Antonio Capaldo, “non potevamo ricollocare non avendo altre attività in regione”. Tuttavia “il nuovo operatore che subentra al nostro posto dovrebbe condurre i colloqui con tutti i dipendenti per un riassorbimento all’interno della stessa struttura”. 

Un addio alla Rinascente, ma non alla città. Resta infatti la volontà del Gruppo di investire in progetti legati alla ristorazione che permettano una presenza più vicina agli amanti dell’offerta culinaria e vinicola di Feudi. Anche nella Capitale. 

“L’intenzione – spiega Capaldo – è di aprire un nuovo spazio ma non esistono opportunità concrete a breve”. 

Gli obiettivi di Feudi di San Gregorio 

Per adesso infatti San Gregorio si concentra altrove focalizzandosi sul ristorante Marennà, interno alla cantina, dove il vino è assoluto protagonista di un’esperienza a tutto tondo e sulla gara per ottenere il rinnovo della concessione all’interno dell’Aeroporto di Capodichino. Nello scalo di Napoli il ristorante diventa luogo di incontro e confronto, centrale nell’offerta per i tanti turisti e i campani che amano il brand e che trovano il giusto ristoro alla scoperta della tradizione irpina e campana. 

Feudi di San Gregorio via da Roma: “Dispiaciuti per addio”

San Gregorio, da metà gennaio, saluta però Roma. “Ci dispiace molto dover chiudere questo locale, dopo averci investito e lavorato tanto ma – conclude –  il presidente di Feudi – resta ferma la nostra intenzione di trovare spazi di contatto diretto con la clientela per promuovere l’eccellenza enogastronomica del nostro territorio”.

Fonte : Roma Today