Le proteste per il taglio degli alberi nel Campus Bassini di Milano

Un docente non più giovane del Politecnico, che racconta di avere visto gli alberi crescere dalla sua finestra, partecipa al coro di “vergogna”. Una dipendente si commuove al rumore delle motoseghe, gli studenti individuano quelli che ritengono i responsabili in uno striscione: “Politecnico e Comune ordinano. Gli alberi muoiono”. Al mattino presto, quando ancora è buio e la città vuota per le feste, sono iniziate a cadere le prime piante del parco del Campus Bassini dell’ateneo milanese, da oltre 70 anni uno spazio di 6000 metri quadri di ristoro, riflessione e passeggio per chi frequenta il ‘Poli’ e vive in uno dei quartieri più plumbei, quanto a cemento, di Milano.

Presenti in modo massiccio polizia con agenti in tenuta antisommossa, carabinieri e vigili. A settembre dell’anno scorso, il progetto del Politecnico di costruire un edificio del dipartimento della facoltà di Chimica al posto del parco era stato oggetto di un’intesa Stato-Regione. Oltre un centinaio di docenti, capeggiati da Arianna Azzellino, si erano messi di traverso nel senato accademico all’iniziativa del Rettore, Ferruccio Resta, appoggiati dagli studenti, dai comitati di quartiere e dalle associazioni ambientaliste.

Un’opposizione dura, anche attraverso un paio di blitz nel cantiere per fermare il taglio, espressa a dicembre nella commissione Ambiente del Comune. Fino a oggi quando un cartello firmato dalla ditta ‘Spectrum’, incaricata dei lavori dall’ateneo, ha annunciato la “potatura preliminare propedeutica alle operazioni di spostamento degli alberi”. “Non è una potatura perché stanno tagliando gli alberi alla base – riferisce all’AGI la professoressa Azzellino – Da quello che sappiamo dal cantiere, l’ordine è spostarne una ventina a abbattere gli altri.

Quindi le parole del Rettore, che prometteva lo spostamento di tutti e 57 gli alberi (in tutto sono 140, ndr) che ostacolano la costruzione del nuovo edificio erano solo una ‘battuta’”. Nel pomeriggio, al termine delle operazioni, anche il Politecnico conferma che, a dispetto del cartello, “sono stati abbattuti 35 alberi e si è predisposto lo spostamento dei 22 alberi dei 57 totali interessati dall’intervento”.

L’ateneo rivendica che quanto accaduto oggi “sta dando seguito a quanto deciso dal senato accademico il 28 novembre 2019 in coerenza con quanto detto durante la Commissione Ambiente in Comune”. “E’un’iniziativa scellerata – ribatte la signora Betta, botanica impegnata nel comitato per la difesa del parco – qui ci sono degli alberi bellissimi: magnolie, cedri, platani ma soprattutto c’è un ecosistema che stanno distruggendo. Dove andranno ora gli uccellini a nidificare?”. Per Sergio, rappresentante del movimento ‘Fridays for future’, “a Milano il suolo è considerato solo uno spazio su cui edificare e parcheggiare. 

Il sindaco Sala ha dichiarato l’emergenza climatica e organizzato il ‘Capodanno per il futuro’, ma il Comune ha dato parere favorevole all’abbattimento degli alberi. Le istituzioni sono ambientaliste solo a parole”. Il ricercatore Alessandro Dama evidenzia che “il Politecnico in due mesi non ha accettato nessun tavolo di trattativa e il Comune non ha vigilato sull’operazione di trasferimento degli alberi, convocando un’altra commissione ”.     

Fonte : Agi