Quadrantidi, in arrivo le prime stelle cadenti del 2020

Iniziato il 2020, è già tempo di alzare lo sguardo verso il cielo perché il calendario astronomico ha in previsione subito un evento interessante: l’arrivo del primo sciame meteorico dell’anno, cioè quello delle Quadrantidi. Il 2020, tra l’altro, si prospetta proprio come l’anno delle stelle cadenti: sarà più facile ammirare gli sciami di meteore sfrecciare nel cielo perché la luce della luna non disturberà lo spettacolo e, contrariamente a quanto è avvenuto nel 2019, lascerà che a dominare la scena siano le scie luminose delle stelle cadenti. A salutare la nuova decade appena iniziata ci sarà, come detto, lo sciame delle Quadrantidi. “Il picco è atteso nella notte tra il 3 e 4 gennaio”, segnala l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope. “All’alba del 4 gennaio ci saranno le condizioni. Non è tra gli sciami più spettacolari, ma non delude mai”.

Un picco abbastanza breve

Come scrive la Nasa, il cui calendario astronomico segnala come il picco della comparsa delle Quadrantidi sia il 4 gennaio alle 09:38 ora europea, queste stelle cadenti rappresentano per gli esperti uno dei più attesi rovesci meteorici dell’anno. La maggior parte delle piogge meteoriche hanno un picco medio di due giorni, sebbene quello delle Quadrantidi sia molto più breve e duri solo poche ore. La ragione per cui il picco è così breve è dovuta al sottile flusso di particelle che emanano e al fatto che la Terra attraversi il flusso con un angolo perpendicolare. Durante il loro picco, comunque, si possono vedere da 60 a 200 Quadrantidi all’ora, se le condizioni atmosferiche sono perfette.

La visione nei cieli italiani

L’Unione Astrofili Italiani (UAI) segnala poi che le Quadrantidi, dette anche Bootidi dal momento che queste meteore sembrano irradiarsi da una zona posta all’incirca a una decina di gradi a nord della costellazione del Boote, in Italia presentano un radiante (il punto da cui sembrano provenire le meteore di uno sciame) molto basso dal crepuscolo serale a mezzanotte: di conseguenza il numero delle meteore osservabili risulta estremamente ridotto. Dall’Italia centro settentrionale, continuano gli astrologi dell’UAI, il radiante è visibile per tutta la notte, ma dal tramonto a mezzanotte risulta troppo basso per ottenere osservazioni soddisfacenti e occorre così scegliere di osservare il cielo da mezzanotte in poi per vedere via via aumentare il numero delle stelle cadenti. Per latitudini inferiori (all’incirca di Napoli) l’osservazione è ancor meno agevole, poichè il radiante risulta tramontare verso le 20 e quindi poco dopo sorgere nuovamente.

Il momento migliore per l’osservazione

Il maggior numero di Quadrantidi è atteso, come conferma anche l’UAI analizzando il calendario astronomico della Nasa, il 4 gennaio intorno alle 10 del mattino, ovvero quando da noi sarà già giorno. Per chi vorrà andare a caccia di stelle cadenti, però, non è un’ottima notizia. Secondo gli esperti il numero delle Quadrantidi, guardando al nostro Paese, in genere raggiunge stabilmente solo per circa quattro ore valori superiori alle 100 meteore all’ora e si mantiene sopra le 50 per quasi dieci ore. Ciò significa che il 4 gennaio solo nelle ore finali della notte si potrà osservare un certo numero significativo di queste meteore. Nelle notti lontane dal loro picco, queste meteore sono poco luminose e paiono irradiarsi da un’area di cielo assai diffusa, mentre durante la maggiore attività appaiono più brillanti e provenienti da un radiante più compatto.

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Fonte : Sky Tg24