His Dark Materials – Queste oscure materie: 5 motivi per non perderlo

C’è chi dice sia la serie erede de Il Trono di Spade (anche se l’autore che l’ha ispirata, l’inglese Philip Pullman, non ama i paragoni). In realtà, sono altri i veri punti di forza di questo titolo, che ha appena debuttato in Italia. Uno fra tutti: i grandi nomi che gli ruotano attorno

Le seconde chance capitano di rado nella vita, ancora meno frequentemente nello showbusiness. Eppure, la serie tv His Dark Materials – Queste oscure materie dimostra che, a volte, vale la pena aspettare. Il nuovo adattamento della trilogia letteraria dell’inglese Philip Pullman (Salani Editore), è fresco di debutto in Italia (il 1° gennaio su Sky Atlantic e NowTV), dopo aver riscosso un successo di critica e di pubblico oltreoceano. L’episodio pilota, nel Regno Unito su BBC (che ne co-produce il progetto da oltre 50 milioni di dollari), è stato guardato dalla cifra record di oltre sette milioni di spettatori, la più alta degli ultimi cinque anni. Nonostante il semi-flop de La bussola d’oro al cinema, che neppure l’eterea presenza di Nicole Kidman è riuscito a salvare, il gioiellino fantasy da 18 milioni di lettori, già tradotto in 40 lingue, approda sul piccolo schermo in pompa magna. Alla première mondiale della serie a Londra l’entusiasmo era alle stelle, soprattutto per la presenza del cast incredibile – da James McAvoy a Ruth Wilson – e dello sceneggiatore Jack Thorne, che ha portato a teatro Harry Potter.

Ruth Wilson

Prima di darvi almeno cinque buone ragioni per non perdere His Dark Materials – Queste oscure materie, qualche dettaglio sulla storia che ha appassionato milioni di ragazzi (e non solo) nel mondo e che prende in prestito il nome da un verso del Paradiso perduto di John Milton, libro che ha rappresentato un vero e proprio colpo di fulmine per Pullman.

Lyra Belacqua è una dodicenne poco convenzionale, non solo perché vive in un collegio maschile, il Jordan College a Oxford, sotto la tutela del Maestro, il dottor Carne, e su richiesta dello zio Lord Asriel: Il suo è un universo parallelo ed epico, in cui l’anima ha una forma animale e visibile, il daimon, diverso per ciascun essere umano e in costante mutazione durante l’adolescenza. In questo scenario misterioso, in cui gli orsi sono orgogliosi combattenti e una polvere sconosciuta si spande dal cielo, esistono più domande che risposte e la maggior parte ha natura filosofica ed esistenziale. Ma questo è solo l’inizio…

1- Il dream team

Dafne Keen, bambina prodigio scoperta in Logan – The Wolverine

Il regista del primo episodio è il Premio Oscar Tom Hooper (Il discorso del re), mentre lo sceneggiatore è Jack Thorne, braccio destro di J.K. Rowling nell’adattamento teatrale di Harry Potter and the Cursed Child. La protagonista Dafne Keen è una bambina prodigio scoperta in Logan, dove interpreta la figlia piccola di Wolverine. Lo zio di Lyra ha il volto di James McAvoy, uno dei talenti british più camaleontici, di recente visto nel sequel di It, mentre la sua oscura tutrice, la signora Coulter, è interpretata da Ruth Wilson, una capace di farti venire la pelle d’oca, ormai assidua frequentatrice del piccolo schermo, da Luther a The Affair. La star di Hamilton Lin-Manuel Miranda diventa nella serie Lee Scoresby, mentre il Maestro è interpretato da Clarke Peters (Tre manifesti a Ebbing, Missouri).

2- L’universo letterario espanso 

Anche se il progetto seriale ruota attorno a tre stagioni, una per ciascun volume della prima trilogia dedicata a Lyra Belacqua, l’autore ha appena pubblicato il secondo romanzo della nuova trilogia e sono molti i riferimenti alle avventure “inedite” della ragazza, disseminati sapientemente nei vari episodi. I veri appassionati della saga ne saranno deliziati, perché si tratta di un arricchimento che raramente si ha il privilegio di disporre, nel momento in cui si vede trasporre un gioiellino letterario.

3- Il Trono di Spade is in the air

Gli orsi polari combattenti

Pullman non ama i paragoni. Ha persino scritto un saggio chiamato The dark side of Narnia per prendere le distanze dal presunto razzismo e dalla misoginia che ha letto nei romanzi legati alle famose Cronache. Non ha apprezzato neppure chi lo ha messo in relazione a Il signore degli anelli visto che, a suo dire, Tolkien non ha mai prediletto i romanzi di formazione, anzi si è più spesso concentrato su “mappe, piani, linguaggi e codici”. Lo sforzo produttivo di HBO, invece, sembra proprio designare la serie come erede de Il Trono di Spade. Niente draghi qui, ma gli orsi polari combattenti promettono benissimo. Per non parlare de

4- Censura non ti temo

I libri di Pullman hanno innescato varie censure in passato, soprattutto riguardo ai dettagli sulla scoperta della sessualità della protagonista. Per non parlare delle accuse di diffondere l’ateismo nelle nuove generazioni. L’autore ha sempre rigettato ogni tipo di critica, invitando ad aprire la mente e a concentrarsi sulla ricerca di verità. Non a caso, uno dei dettagli-chiave della storia è l’aletiometro, strumento magico con cui Lyra scova le menzogne. Uno degli aspetti più affascinanti delle pagine resta la totale libertà che lo scrittore lascia al suo pubblico, senza spiegare ogni decisione. Il Magisterium, comunque, è una sinistra organizzazione religiosa raccontata nella storia e racchiude un potere senza precedenti, perché opera clandestinamente come una forma di governo poco tracciabile e molto concreta, anche se non si parla apertamente di alcuna dottrina.

5- Prima i deboli

James McAvoy

Non sorprende che nel cast siano stati scelti due attori ex mutanti X-Men (Dafne Keen e James McAvoy), perché Pullman ha un debole per gli indifesi (come dimostra il popolo dei gyziani, capace di grandi atrocità ed enormi tenerezze). I bambini, prima di tutti. Uno dei misteri principali riguarda proprio la scomparsa di alcuni di loro. Ancora una volta il fantasy diventa metafora della modernità, ma senza una netta distinzione tra Bene e Male. La parte migliore? Si può continuare a scoprire livelli di lettura del racconto sempre nuovi, che nessun binge-watching riuscirà mai a esaurire.

Fonte : Wired