Il cielo del 2020: tutti gli eventi astronomici da non perdere

Ecco la nostra to-do-list per gli appassionati di osservazione del Cosmo, tra meteore, eclissi e qualche congiunzione planetaria di tutto rispetto. Buon 2020!

Se le feste vi hanno regalato l’opportunità di stare svegli fino a tardi, e di apprezzare la profondità del cielo di dicembre, vi sconsigliamo caldamente di perdere il ritmo proprio adesso.

Soprattutto se siete appassionati di stelle cadenti e l’ultimo sciame meteorico dell’anno, quello delle Geminidi, vi ha gasato: una nuova pioggia di stelle è alle porte, e con lei si apre anche il nostro calendario astronomico del 2020. Ecco i momenti da non perdere.

(Credit immagine: Getty Images)

La prima pioggia di stelle cadenti dell’anno
Il 2020 astronomico inizia alla grande: già dalle prime notti di gennaio, infatti, potremo fare la posta alle Quadrantidi, il primo appuntamento col cielo da mettere in calendario.

Complice la presenza della Luna crescente, non è l’anno più favorevole per cogliere questo sciame meteorico, frutto dell’attrito tra le polveri della cometa (estinta) 2003 EH1 e l’atmosfera terrestre. Ma non diamoci per vinti e teniamo le dita incrociate per il meteo. Saranno visibili dai primo al 12 del mese, ma il consiglio è di sintonizzarvi con il naso all’insù nelle notti tra il 3 e il 5 gennaio, in corrispondenza del picco, dalla mezzanotte in poi (così la Luna sarà nel frattempo tramontata). 

Per tutte le altre piogge di stelle cadenti dell’anno, sintonizzatevi invece con la nostra rubrica a tema Spazio: vi terremo aggiornati mese per mese. Il 2019 non è stato un anno fortunatissimo su questo fronte, ma nel 2020 sia le Perseidi (a metà agosto) sia le Geminidi (a dicembre) scorreranno abbastanza indisturbate dall’interferenza della luce lunare da regalarci qualche veduta spettacolare. 

Guarda che Luna
Il nostro satellite ruberà per la prima volta il palco agli altri corpi celesti il 10 gennaio, quando è prevista un’eclissi di penombra. La Luna, per la prima volta piena nell’anno appena iniziato, entrerà nel cono di ombra parziale della Terra. Non si oscurerà dunque del tutto e rimarrà visibile: subirà semplicemente un calo di luminosità, con un massimo di oscuramento in Italia alle 20.10 di sera (il fenomeno integrale ha luogo dalle 18.00 alle 22.15 circa). 

Succederà di nuovo il 5 giugno e il  5 luglio – questo, perlomeno, se il vostro punto di osservazione è in Europa. E no, niente eclissi totali per quest’anno. 

Il disco della Luna sarà invece un grosso faro nella notte del 9 febbraio, durante la quale la fase di Luna piena avverrà in coincidenza con una posizione ravvicinata rispetto al nostro Pianeta. Apparirà più grande e luminosa del solito e sentiremo parlare di Superluna (anche se, come sappiamo, non è questo un termine riconosciuto dagli astronomi). Avverrà di nuovo il 9 marzo, il 7 aprile (la più ravvicinata) e il 7 maggio. 

Il Sole del 2020  
Nel 2020 sono previste due eclissi di Sole. La numero uno avrà luogo il 21 giugno, subito dopo il solstizio d’estate. Sarà anulare, nel senso che la Luna non ha la giusta distanza dalla Terra da riuscire ad oscurare completamente il disco luminoso del Sole, lasciandone libero l’anello (appunto) di fuoco. Sarà ben visibile per chi si trova in Africa, in India, Cina e penisola araba, mentre dall’Italia (e in particolare al centro-sud) vedremo oscurarsi solo una piccola porzione della nostra stella. 

Come appare un’eclissi anulare (Credit immagine: JAXA/NASA/Hinode via Getty Images)

La numero due, invece, è datata 14 dicembre e sarà impossibile da vedere dal nostro Paese, mentre sarà totale in Cile e Argentina (casomai qualcuno fosse in viaggio da quelle parti). 

Uno sguardo ai pianeti
Li seguiremo mese per mese, nel loro viaggio attraverso le costellazioni, ma fissiamo qualche data più significativa per non rischiare di perdere i momenti ottimali per l’osservazione di ognuno. 

Nella prima parte dell’anno ritroveremo protagonista Venere nel ruolo di stella della sera: sarà brillante e semplice da individuare a partire dal tramonto e raggiungerà il suo massimo ad aprile, quando resterà visibile fino al cuore della notte. Nelle prime settimane di gennaio, lo troverete facilmente volgendo lo sguardo verso sud-ovest, in direzione Capricorno. 

Rintracciare Venere nel cielo di gennaio (simulazione con Stellarium by Alice Pace)

Mercurio sarà meno percettibile e più basso sull’orizzonte, perdendosi a inizio anno nel crepuscolo per emergere a febbraio e disporsi in congiunzione planetaria con Venere solo a fine maggio. Lo spettacolo del suo transito davanti al Sole sarà purtroppo un lontano ricordo. 

Nel cielo del mattino ecco invece Marte, sull’orizzonte orientale. L’intervallo di osservabilità del Pianeta rosso si mantiene buono per tutto l’anno, e a fine marzo in particolare, segniamoci la sua congiunzione con Giove e Saturno, sempre prima del sorgere del Sole. 

Marte tra Giove e Saturno a fine marzo (simulazione con Stellarium by Alice Pace)

Fonte : Wired