Oggi è il primo giorno dell’anno 2020, ma solo nel nostro calendario

La misura dello scorrere del tempo è uno dei problemi astronomici più antichi al mondo. Oggi si usa il calendario gregoriano in quasi tutto il mondo, ma sono occorsi secoli di rivoluzioni e correzioni per arrivare a costruirlo

(immagine: Getty Images)

Ormai lo diamo per scontato, ma il conteggio del tempo è sempre stato un problema tanto complicato quanto fondamentale. Nelle civiltà agricole tenere sotto controllo i cicli delle stagioni e lo scorrere del tempo poteva fare la differenza tra un raccolto rigoglioso e la carestia. Per questa ragione tutti i popoli si sono ingegnati, in un modo o nell’altro, nel trovare un metodo che gli permettesse di calcolare un calendario, spesso con tanto di casta sacerdotale che se ne occupava.

I calendari possono essere solari, lunari o lunisolari. Quelli solari, come il nostro, si basano sull’anno solare, ossia i circa 365 giorni di rivoluzione della Terra attorno al Sole. I calendari lunari si basano invece sulla durata del mese lunare, i 29 giorni che separano una Luna nuova dall’altra. Nei calendari lunari l’inizio delle stagioni si sposta di 11 giorni ogni anno, mentre in quelli solari i solstizi e gli equinozi sono quasi fissi. I lunisolari utilizzano l’anno solare ma il mese lunare, alternando anni da 12 mesi con altri da 13 e l’inizio delle stagioni si sposta di anno in anno attorno a una data fissa.

Sono lunisolari, per esempio il calendario cinese e quello ebraico. Quello cinese inizia quando sorge la seconda luna nuova dopo il solstizio d’inverno e dura 12 mesi lunari oppure, ogni 3 anni, inizia con la terza luna nuova e dura 13 mesi. In quello ebraico gli anni sono suddivisi in cicli di 19, in cui gli anni 3, 6, 8, 11, 14, 17 e 19 sono quelli di 13 mesi. Il capodanno ebraico arriva 163 giorni dopo l’inizio della Pasqua ebraica (Pesach), la quale avviene la prima o la seconda luna piena dopo l’equinozio di primavera, a seconda che si tratti rispettivamente di un anno con 12 o 13 mesi.

Il calendario islamico è lunare, utilizza come anno 0 il nostro 622 d.C., anno dell’Egira di Maometto. In ogni ciclo di 30 anni, gli anni 2, 5, 7, 10, 13, 16, 18, 21, 24, 26 e 29 sono bisestili, con 1 giorno in più inserito nell’ultimo mese per allineare il calendario con le fasi lunari. Il Capodanno islamico è il primo giorno del mese lunare di muaharram.

La parola calendario viene dal latino calendarium, il libretto su cui gli antichi romani segnavano ogni anno gli eventi astronomici, religiosi e agrari e in cui comparivano le calende, i primi giorni del mese nel calendario utilizzato prima di Giulio Cesare.

Il calendario pre-giuliano contava 304 giorni in 10 mesi di 30-31 giorni. I 61 giorni mancanti, corrispondenti agli attuali gennaio e febbraio, non venivano affatto contati e il calendario riprendeva a marzo. Re Numa Pompilio introdusse i mesi di gennaio e febbraio, aggiungendovi 51 giorni. Ad anni alterni veniva introdotto un mese in più di 22 giorni, il mercedonio, così da riallinearsi con l’anno solare.

Giulio Cesare introdusse un nuovo calendario che fu poi completato da Augusto. Nel calendario giuliano il mercedonio non esisteva più, l’anno durava 365 giorni ed esisteva l’anno bisestile. Restò in vigore fino al 1582, anno in cui papa Gregorio XIII introdusse il calendario gregoriano, quello che usiamo ancora oggi e che è largamente diffuso in tutto il mondo.

Nell’anno dell’introduzione del nuovo calendario vennero saltati 10 giorni: nel 1582 dal 4 ottobre si passò al 15 senza colpo ferire. Era un’operazione necessaria per rimediare al ritardo accumulato dal calendario giuliano. In effetti il calendario gregoriano è una versione riformata di quello giuliano, ne modificava soprattutto il calcolo degli anni bisestili, che sarebbero stati solo quelli il cui numero è divisibile per 4, con l’eccezione degli anni secolari (quelli divisibili per 100) che non sono divisibili per 400. Come il 2020, in cui febbraio avrà 29 giorni.

Questa regola arzigogolata serve a tenere conto del moto di precessione della Terra: durante la rotazione l’asse di rotazione terrestre descrive un cono nel cielo così come fa una trottola poco prima di fermarsi. Tale moto impone un piccolo allungamento dell’anno rispetto a quello solare, un ritardo di appena 20 minuti che si va a sommare anno dopo anno.

Illustrazione della precessioneUn’illustrazione del moto di precessione dell’asse terrestre. Credits: NASA

L’anno solare dura 365 giorni 5 ore 48 minuti e 46 secondi, quello siderale (ossia che tiene conto anche della precessione) dura 365 giorni 6 ore 9 minuti e 9 secondi. Nel calendario gregoriano l’anno dura 365 giorni, ma siccome avanzano 6 ore ogni anno rispetto all’anno solare, ogni 4 anni si aggiungono 24 ore (il 29 febbraio).

In questo modo si recuperano 6 ore ogni anno invece che 5 ore 48 minuti e 46 secondi, cosa che viene presa in considerazione eliminando gli anni bisestili di inizio secolo nel caso in cui l’anno non sia multiplo di 400 (per esempio il 1900 non è bisestile, mentre il 2000 lo è). Così facendo resta ancora una piccola differenza di 26 secondi l’anno, un errore di appena 1 giorno ogni 4000 anni circa. Nei calendari moderni, ad ogni modo, si evita anche quel ritardo, aggiungendo 1 secondo alla durata di un giorno ogni volta che si raggiunge 1 secondo di discrepanza tra il tempo solare e quello siderale.

Fonte : Wired