Asilo nido, il sottobosco di abusivi nel mirino del Comune: “Più controlli dai municipi”

Da chi ospita più bimbi del consentito, a chi somministra pasti non potendo, a chi proprio non dovrebbe esistere perché non è mai stato autorizzato. È il sottobosco dei nidi abusivi, strutture fatte “in casa”, spesso all’interno di palestre o di esercizi commerciali, ma anche nascoste in cantine o semi interrati che difficilmente danno nell’occhio.

Non a norma di legge, nati in risposta alle falle presenti nell’organizzazione della rete scolastica pubblica per venire incontro alle famiglie, sono finit al centro dell’attenzione del Campidoglio. Si punta a contenere il più possibile il fenomeno, per proteggere i più piccoli da servizi che possono non rispettare gli standard di qualità. 

“Servono attività di vigilanza capillare e costante del territorio al fine di reprimere le attività destinate alla prima infanzia svolte da operatori economici privati privi delle autorizzazioni previste”. A lanciare l’allarme è il dipartimento Scuola con un nota, che RomaToday ha potuto visionare, inviata dieci giorni fa ai direttori del municipi e al Comandante della polizia locale. Tanto per cominciare, la richiesta rivolta alle strutture tecniche dei parlamentini, è quella di fornire “mensilmente al gruppo di polizia locale competente sul territorio l’indirizzo delle strutture in cui c’è notizia anche informale di attività non autorizzate rivolte ai bambini”

Dossier approfonditi con numeri e casi non esistono, ma il quadro, secondo gli addetti ai lavori, è espansione. Bambini ospitati dentro palestre dietro le diciture di spazio baby, baby parking, accoglienza baby in spazi mai accreditati dai municipi (competenti per il rilascio dei permessi), privi delle carte previste dalla legge (delibera 9/2003) sia sul piano amministrativo che su quello igienico sanitario. Specchi per le allodole quando le rette delle strutture pubbliche sono troppo alte, i nonni non sono disponibili, si è in fondo alle liste d’attesa. Per qualcuno scorciatoie per non compilare l’ISEE. O più semplicemente forme di auto organizzazione interne alle comunità straniere.

Un report con le segnalazioni ricevute dai municipi, tra le richieste avanzate dal dipartimento, è un primo passo. Da incrociare con gli elenchi delle strutture autorizzate e con le info raccolte dagli agenti della polizia locale, invitati a “informare gli uffici municipali dell’esito delle visite ispettivel, fornendo copia della scheda di rilevazione a e i nuovo allegata alla presente predisposta allo scopo di indirizzare e uniformare le informazioni acquisite nel corso di ciascun sopralluogo utili agli uffici municipali per i necessari successi approfondimenti”

Insomma, un tema da tempo all’attenzione del Campidoglio ma ancora tutto da risolvere. “Proseguiamo la collaborazione con la polizia locale in sinergia con i municipi” spiega la presidente della commissione Scuola, vicesindaco della Città Metropolitana, Maria Teresa Zotta. “I controlli sono abbastanza semplice per quelle strutture che hanno autorizzazioni ma che magari non rispettano i requisiti, più complesso è scovare i nidi completamente abusivi”. 

Fonte : Roma Today