Liceali e anziani in piazza insieme: la protesta di Hong Kong non ha età

Il raduno Chater Garden segue la stupefacente vittoria per il campo democratico nelle elezioni distrettuali dello scorso 24 novembre. Giovane partecipante: “Gli hongkonghesi devono continuare a partecipare a manifestazioni pacifiche e razionali”. In circa sei mesi di proteste, arrestate circa 5.890 persone, tra cui 910 minorenni.

Hong Kong (AsiaNews/Agenzie) – Liceali ed anziani insieme, per dimostrare ancora una volta che le richieste di libertà e democrazia della popolazione di Hong Kong non hanno età: questo pomeriggio, circa 500 persone si sono radunate nel centro dell’ex colonia britannica per una manifestazione organizzata da studenti delle scuole secondarie e dal cosiddetto “gruppo dai capelli d’argento”. Autorizzato dalla polizia, il raduno Chater Garden segue la stupefacente vittoria per il campo democratico nelle elezioni distrettuali dello scorso 24 novembre, prendendo il controllo di 17 dei 18 consigli distrettuali della città.

Uno degli organizzatori della manifestazione, il 64enne Tam Kwok-sun, spera che l’evento possa mantenere vivo il movimento di protesta fino a quando tutte le richieste non saranno soddisfatte.  “Mi offrirò volontario per aiutare i nostri consiglieri a capire cosa pensano i cittadini”, afferma Tam. “È importante che i residenti siano coinvolti non solo attraverso il voto, ma anche con una partecipazione attiva alla vita di comunità”. Uno studente di 17 anni che si fa chiamare Marco ha portato i suoi libri di testo per studiare durante il raduno, poiché deve prepararsi ai prossimi esami. “Anche se la mobilitazione è in corso da quasi sei mesi – sostiene – i cittadini dovrebbero continuare a partecipare a manifestazioni pacifiche e razionali. Come hongkonghesi, dobbiamo continuare ad utilizzare diversi metodi affinché i leader ascoltino le nostre richieste. La battaglia nel PolyU mostra quanto sia cattivo il governo, perché ha lasciato che i giovani manifestanti patissero la fame e restassero intrappolati”.

Ieri la polizia ha posto fine all’assedio Politecnico di Hong Kong (PolyU), durato 13 giorni di duri scontri tra manifestanti radicali e agenti in assetto antisommossa: le autorità hanno arrestato o identificato oltre 1.100 persone. Per diversi giorni, le forze dell’ordine hanno assediato l’ateneo impedendo l’ingresso di rifornimenti, cibo, cure mediche. Da giugno scorso, la città è scossa dalle proteste contro il disegno di legge sull’estradizione, ora ritirato. I manifestanti avanzano cinque richieste fondamentali, tra cui un’indagine indipendente sugli abusi della polizia durante le proteste ed il completo ritiro del provvedimento, che la leader di Hong Kong Carrie Lam Cheng Yuet-ngor ha annunciato all’inizio di settembre. Finora in relazione alle proteste sono state arrestate circa 5.890 persone, di cui quasi il 40% sono studenti, 910 dei quali di età inferiore ai 18 anni.

Fonte : Asia