Clima, quanto tempo ci è rimasto? In 70 anni temperature su di tre gradi

Entro la fine del secolo dovremo convivere con un aumento della temperatura pari a oltre tre gradi, 3,2° C secondo l’ultimo rapporto del programma ambientale delle Nazioni Unite. Lo studio pubblicato alla vigilia dell’apertura della conferenza Onu sul clima getta una luce ancor più preoccupante dei sul futuro del pianeta: le emissioni globali di gas clima alteranti dovranno essere tagliate di netto – almeno del 7,6% ogni anno tra il 2020 e il 2030 – altrimenti il mondo perderà l’opportunità di raggiungere l’obiettivo contenere l’incremento di 1,5° C che era obiettivo dell’accordo di Parigi.

A tutti gli effetti quella contro i cambiamenti climatici è una battaglia che stiamo perdendo. Se infatti le Nazioni Unite hanno intitolato la Cop25 di quest’anno come “segnale di speranza” i dati della scienza spiegano come lo scenario potrebbe essere ormai irrimediabile a meno di un netto cambio di rotta nel prossimo decennio.

Il rischio è quello di sfondare la soglia di sicurezza ancora prima del 2030. Il grado e mezzo era stato identificato dal gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici (IPCC) come limite di incremento di temperatura oltre cui la frequenza e l’intensità degli impatti climatici sarà devastante per l’ecosistema. Un rischio sempre più concreto visto che anche nel 2018 le emissioni di gas clima alteranti sono aumentate dell’1,7%. Inoltre se le nazioni del G20 rappresentano insieme la fonte del 78% di tutte le emissioni di gas serra, solo cinque membri su venti si sono impegnati a raggiungere l’obiettivo a lungo termine di emissioni zero.

“Per dieci anni, il Rapporto sul divario delle emissioni ha lanciato l’allarme – e per dieci anni il mondo ha solo aumentato le proprie emissioni”, ha dichiarato il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres. “Non c’è mai stato un momento più importante per ascoltare scienza. La mancata osservanza di questi avvertimenti e l’adozione di azioni drastiche per invertire le emissioni significa che aumenteranno le ondate di calore mortali, così come catastrofiche tempeste e livelli di inquinamento sempre più letali”.

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Il Rapporto annuale sul divario delle emissioni dell’UNEP afferma che anche se tutti gli attuali impegni previsti dall’accordo di Parigi verranno attuati, le temperature dovrebbero aumentare di 3,2 ° C, portando a impatti climatici ancora più ampi e più distruttivi.

Cambiamenti climatici, di chi è la colpa

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L’ambizione collettiva dovrebbe essere quella di aumentare di oltre cinque volte i tagli necessari dei gas serra rispetto ai livelli attuali per rispettare la soglia di sicurezza di 1,5 ° C. Nel rapporto si spiega che, per evitare il peggio, i governi dovranno rinunciare a gran parte dei loro piani di sfruttamento di gas, petrolio e carbone. Invece:

  • le emissioni di gas serra sono aumentate dell’1,5 per cento all’anno nell’ultimo decennio;
  • nel 2018 si è raggiunto il nuovo massimo emissioni pari a 55,3 gigatonnellate di CO2 equivalente. 
  • nel 2018 la concentrazione atmosferica di CO2 ha toccato il record di 407,8 parti per milione, non si vedeva niente del genere da almeno tre milioni di anni.

Cambiamenti climatici, quanto tempo resta

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“Gli ultimi cinque anni sono stati i più caldi mai registrati. I livelli del mare sono ai massimi nella storia umana “, ha detto il segretario delle Nazioni Unite António Guterres.

“I parametri di riferimento indicano che il punto di non ritorno non è più oltre l’orizzonte. È in vista e sta precipitando verso di noi”.

Le tecnologie necessarie per rispettare gli impegni dell’Accordo di Parigi sono già disponibili e come spiega l’Onu i segnali di speranza si stanno moltiplicando. “L’opinione pubblica si sta svegliando ovunque. I giovani stanno mostrando straordinarie capacità di leadership e mobilitazione“.

L’ingrediente chiave mancante è la mancanza di volontà politica.

Fonte : Today