Rai, Caso Uffici Stampa arma di “distrazione” dalla guerra delle nomine?

A distanza da una settimana dalle annunciate nomine Rai, quelle che l’Amministratore Delegato Fabrizio Salini sarà necessariamente chiamato a porre in essere, anche soltanto perché la carica di direttore di Rai2 con la già annunciata dipartita di Carlo Freccero resterà vacante, ecco che scoppia una polemica sollevata da Striscia la Notizia e relativa agli uffici stampa esterni (polemica della quale il comune cittadino e contribuente non ha capito praticamente nulla se non i nomi altisonanti menzionati, Mara Venier, Fiorello, Amadeus, Festival di Sanremo), sulla quale tutta la politica si è – guarda caso – gettata a capofitto. 

E mentre pubblicamente gli esponenti istituzionali in CdA Rai pretendono spiegazioni, sollevano questioni di presunto conflitto d’interessi del portavoce dell’Ad Salini e annunciano interrogazioni, ecco che dietro le quinte continua per i partiti la guerra senza esclusione di colpi per accaparrarsi le cariche più ambìte in quel di Viale Mazzini: le direzioni delle tre reti, per esempio, ma anche quelle non meno prestigiose dei Tg. E che dire della “invasione delle ultrapoltrone” prevista con l’assegnazione delle nove superdirezioni orizzontali?

Il ricambio ai vertici della Rai – atteso almeno da tre mesi, se non da agosto quando è caduto il Governo giallo-verde – è annunciato per il 28 novembre prossimo venturo, e – a pensare male come il defunto Giulio Andreotti – il caso degli uffici stampa pare giungere tempestivamente a creare una sorta di cortina fumogena e mediatica per occultare le ultime, infuocate manovre politiche nella “guerra di successione” che coinvolge tutti i partiti impegnati a spartirsi – per l’ennesima volta – la Rai. 

E pensare che, l’anno scorso, M5s e Lega annunciavano un Servizio Pubblico lontano e avulso dalla politica… mentre oggi, più che mai, anche loro vi rivendicano spazi all’interno con le unghie e con i denti, come scrivevamo diffusamente qui (clicca per leggere). Visto che siamo in tema di sostituzioni, sarebbe giunto il momento di rimpiazzare il cavallo della Rai con un simbolo più consono: il gattopardo. 

Fonte : Affari Italiani