Cosa contiene il decreto clima, fin qui

È arrivato il sì del Senato al decreto che propone misure urgenti per la lotta al cambiamento climatico, introducendo nuove iniziative in materia ambientale. Ecco quali sono, in attesa del passaggio alla Camera

(foto: Getty Images)

Con 136 voti favorevoli, 93 contrari e due astensioni, il Senato ha approvato, nella seduta di mercoledì, il disegno di legge (ddl) di conversione del decreto clima, che passa ora all’esame della Camera. Composto da otto articoli, il provvedimento prevede misure urgenti per contrastare i cambiamenti climatici, migliorare la qualità dell’aria e incentivare la mobilità sostenibile. Fra le altre cose diventano più severe le procedure d’infrazione, con una progressiva eliminazione dei sussidi alle attività che danneggiano l’ambiente e viene regolata pubblicità dei dati ambientali. “È il primo pilastro del Green New Deal” ha commentato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che spera di avere il prima possibile approvata alla Camera la prima legge del governo sul clima.

Qualità dell’aria

Oltre al contrasto al cambiamento climatico, che è il faro del decreto, il testo contiene l’approvazione di un programma strategico nazionale volto a migliorare le qualità dell’aria. Le amministrazioni pubbliche avranno l’obbligo di conformarsi agli obiettivi fissati e ci sarà, come specificato all’art. 1, un tavolo permanente di monitoraggio. Una misura che appare essenziale considerato che l’Italia è maglia nera in Europa per morti premature da esposizione alle polveri sottili. Nel nostro paese l’aria inquinata uccide ogni anno 80mila persone.

Mobilità sostenibile

Sono presenti poi misure che vogliono incentivare e promuovere la mobilità sostenibile nelle aree metropolitane. A questo proposito viene istituito un fondo per un totale di 255 milioni di euro. Sulla stessa linea, l’articolo 3 del ddl, parla di trasporto scolastico sostenibile, autorizzando una spesa di 20 milioni di euro – suddivisi equamente negli anni 2020 e 2021 – per finanziare progetti sperimentali che sviluppino un trasporto degli alunni con mezzi ibridi o elettrici.

Riforestazione urbana

Il provvedimento prevede il finanziamento di 30 milioni di euro per riforestare le aree urbane. Anche in questo caso l’importo sarà diviso in parti uguali nel prossimo biennio. Non va dimenticato infatti che in uno studio recente veniva suggerita all’Italia proprio la creazione di nuove foreste come serbatoio green del paese, anche per raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi. La ricerca stimava infatti che dal 2001 al 2018 l’Italia ha perso 299 chilometri quadrati di boschi.

Oasi green

Il decreto prevede anche un contributo a fondo perduto per i commercianti di vicinato o di media o di grande struttura che intendano vendere prodotti alimentari sfusi o alla spina, realizzando così delle vere e proprie oasi verdi. Se inizialmente l’incentivo era soltanto per gli esercizi di media e piccola dimensione, gli emendamenti lo hanno esteso ai punti vendita di grande struttura e a chi voglia aprirne di nuovi. Viene anche aperta la possibilità ai clienti di riusare dei contenitori forniti dagli esercenti, a patto che rispettino i requisiti e non siano monouso.

Gli emendamenti proposti

Durante il percorso parlamentare, sono stati proposti e approvati emendamenti della commissione che introducono il coordinamento con il piano nazionale integrato per l’energia e il clima, istituiscono il tavolo permanente sull’emergenza climatica, introducono il coordinamento delle politiche pubbliche per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile e l’educazione ambientale nelle scuole, il fondo per il rimboschimento e la tutela idrogeologica delle aree interne. Non solo, sono stati approvati dal governo il programma Italia verde, il programma sperimentale mangia-plastica e quello dei caschi verdi per l’ambiente. Due mozioni, invece, hanno riguardato delle iniziative a favore di Venezia, per aderire alla richiesta di dichiarazione di calamità naturale e prendere provvedimenti per tutelare le aree in questione da danni futuri.

Fonte : Wired