“Tradurre un corso universitario costava 13mila euro. Oggi ne costa 25”. L’IA rivoluziona l’istruzione online di Coursera

4.700 corsi di livello universitario tradotti in 21 lingue. Se prima localizzare un corso costava 13.000 euro, oggi ne costa 25.
Perché? Grazie all’IA generativa. Per il momento si tratta di sottotitoli ai video e della traduzione di tutte le parti scritte.
“Ma presto saremo in grado di offrire anche i video nella lingua desiderata, con tanto di movimento in sincrono delle labbra del docente, che parli inglese, italiano, arabo o mandarino”. Ovvero il deepfake usato per la conoscenza. E’ uno degli annunci che Jeff Maggioncalda, il Ceo di Coursera, colosso dell’istruzione online, ha fatto a Milano, tappa conclusiva di un tour mondiale da rockstar, iniziato in Thailandia 9 mesi fa.

L’Intelligenza artificiale, e ancor più quella generativa lanciata per primo da OpenAI con ChatGpt, sta rivoluzionando il panorama dell’istruzione, ridisegnando il futuro dell’apprendimento e del lavoro. C’è però un problema di competenze digitali, particolarmente acuto in Italia. Un tema di istruzione, quindi, sia a livello base, di studio post diploma, sia si addestramento dei dipendenti da parte delle aziende. Ma l’IA sta cambiando anche il modo di insegnare e di apprendere, e questo porta alla necessità di una modifica dei sistemi educativi.

Per la prima volta, la tecnologia sta mettendo a rischio non più i lavoratori con livello di istruzione (e di stipendio) più basso, ma molte professioni che richiedono un alto livello di istruzione (e sono pagate bene).
“Non è la tecnologia che batte l’uomo, ma l’uomo che adotta la tecnologia che batte quello che non lo fa. E’ sempre stato così e con l’intelligenza artificiale sarà lo stesso. Chi non la usa, per motivi politici, di regolamentazioni (trasparente il riferimento all’Unione Europea), si troverà a mal partito” continua il Ceo, dalle evidenti origini italiane (“i miei bisnonni vengono dalla Liguria”).

E tuttavia, al momento solo il 5% delle grandi aziende stanno addestrando la forza lavoro in genAi.
La risposta di Coursera a queste esigenze è articolata in diversi punti. Intanto, come detto in apertura, ha reso migliaia di corsi disponibili in italiano, tra cui alcuni dei più apprezzati in Italia (dove la richiesta di corsi sulla genAI è cresciuta del 980% anno su anno), come AI generativa per tutti di DeepLearning.AI, Mercati Finanziari della Yale University, La scienza del benessere dell’Università di Yale e Il risveglio dell’AI della Stanford University. Ora gli studenti possono accedere alle trascrizioni delle lezioni, ai sottotitoli dei video, ai quiz, alle valutazioni, alle istruzioni per la revisione tra pari e ai suggerimenti per le discussioni, in lingua locale. 

Una GenAI Academy offre inoltre programmi di alfabetizzazione e formazione per i dirigenti tenuti dalle migliori università e da aziende Big Tech, tra cui Microsoft, Stanford Online, Vanderbilt University, DeepLearning.AI, Google Cloud e AWS.

Coursera Coach offre agli abbonati a Coursera Plus un assistente virtuale basato sull’intelligenza artificiale generativa che fornisce feed-back personalizzati, risponde alle domande e riassume le video-lezioni e le risorse. Il Coach supporterà gli studenti con interazioni anche nella lingua locale. È basato su GPT4 ma attinge esclusivamente ai dati del corso, per evitare “allucinazioni”.

Presto sarà attivo Coursera Course Builder, uno strumento di creazione di corsi, alimentato dall’intelligenza artificiale, che genera automaticamente contenuti in base a prompt inseriti da autori “umani”, inclusa la struttura del corso, le descrizioni, le letture, i compiti e i glossari. Le aziende e i campus possono utilizzare questa funzione anche per il private authoring, coinvolgendo i propri esperti interni per creare corsi personalizzati utilizzando inoltre contenuti forniti da partner.

Infine, per combattere il problema di chi usa l’IA per farsi fare i compiti o le tesi (il 57% degli studenti e dei lavoratori ammette di “barare” usando gpt), una nuova suite di funzionalità per l’integrità accademica aiuta le università a verificare l’apprendimento per contrastare le truffe. Questi strumenti sono mirati individuare e scoraggiare gli imbrogli e di offrire agli studenti un apprendimento autentico, aumentando al contempo il valore delle valutazioni, dei corsi e dei certificati online.

Secondo i calcoli di The Europen House e Mirosoft, in Italia i guadagni in produttività prodotti dalla genAI possono aumentare il pil di 312 miliardi di euro (+18%, pari a 5,4 miliardi di ore-lavoro risparmiate). Ma che cosa faremo di tutto il tempo libero che l’uso dell’IA promette?
“Spero che la gente lo userà per fare esperienze insieme. Il problema è che molte persone passano il loro tempo libero sui social, soprattutto i giovani socializzano attraverso uno schermo, ma credo che questo dovrà finire, dovrà essere regolato. È poco sano. Per esempio si sta pensando di vietare gli smartphone nelle scuole. C’è chi pensa che sia una limitazione della libertà, ma è come la patente o bere alcol, fino a una certa età è vietato. Non si può lasciare tutto sulle spalle dei genitori, è un problema di azione collettiva. O tutti i genitori si mettono d’accordo o se no è quasi impossibile. È la società che deve decidere, è un problema di regole“, sostiene Maggioncalda,

Ma proprio lei ha detto che la regolamentazione può essere un problema per lo sviluppo della genAI perché chi la usa ha vantaggi competitivi su chi non la usa.
“È la stessa cosa degli smartphone, o se per questo del cambiamento climatico. È un problema collettivo: o tutti sono d’accordo o non si riuscirà a limitarla. Purtroppo, per la competizione geopolitica, non si riuscirà mai a mettere d’accordo tutti. Non è una buona cosa ma non è sorprendente. È chiaro a tutti, ci sono i dati, che qualcosa va fatto, ma alla fine non si fa nulla. La soluzione? Certamente aumentare  il livello d’istruzione delle persone è una strada, ma penso che fino a che non ci sarà una crisi provocata dall’IA non si riuscirà a mettersi d’accordo per trovare una soluzione condivisa”.

In che modo l’IA generativa sta rivoluzionando la formazione “personalizzata”, cucita sull’utente?
“Già il semplice concetto di corsi online permette un livello di personalizzazione diverso: l’accesso all’istruzione quando e come si vuole. Ora la genAI permette un’elasticità impossibile in precedenza in termini di lingua, di velocità con cui si impara, per esempio si può saltarre tutto quello che si sa già, di modalità di apprendimento (chi preferisce testi scritti, che i video ecc.), di scelta del contesto” spiega il dirigente di Coursera, che ha chiuso con un regalo: l’offerta dell’accesso gratuito a 5 corsi molto richiesti in Italia, in modo che chiunque possa beneficiare del nuovo catalogo in lingua locale.

Fonte : Repubblica