Meloni chiude il G7: “È stato un successo. L’aborto? Polemica artefatta”

Chiusi i lavori del G7 in Puglia, la premier Giorgia Meloni fa un bilancio del summit a cui hanno partecipato i leader dei grandi della Terra e quelli dei paesi ospiti e il Papa, il primo pontefice della storia a prendere parte a questo evento internazionale. I ringraziamenti, prima di tutto: a tutti quello che hanno collaborato per l’organizzazione di un evento così complesso, contribuendo “al successo di questa iniziativa”. Secondo Meloni, “l’Italia ha dimostrato ancora una volta la sua capacità di essere all’altezza di organizzare eventi di questa straordinaria rilevanza, spesso ci dimentichiamo di ciò di cui siamo capaci, ma oggi è giusto sottolinearlo perché è sotto gli occhi di tutti”. 

Perché è importante il G7 di Meloni 

La polemica sull’aborto e sui diritti della comunità Lgbtq+

Il vertice si è chiuso lasciandosi dietro le polemiche sul documento finale, quello da cui è sparito la parola aborto ma è rimasto invece il riferimento alla comunità Lgbtq+. “La dichiarazione finale contiene molti impegni su altrettante sfide globali che siamo chiamati ad assumere in questo momento difficile, dirimenti per il nostro presente e per il nostro futuro: era fondamentale chiarire la nostra compattezza rispetto a questi aspetti”, ha detto Meloni in conferenza stampa.

G7, dalla bozza è sparita (davvero) la parola aborto 

Mentre rivendica che “nel governo in questi due anni non ci sono stati passi indietro rispetto a questioni come il diritto all’aborto o sui diritti Lgbt”, la premier sostiene che sui diritti ci sia stata una “polemica costruita in maniera artefatta”. E poi sulla 194: “non intendo modificarla, ma applicarla in tutte le sue parti, è una legge molto equilibrata e fatta bene”. 

La guerra in Ucraina

Prima di tutto il fermo sostegno all’Ucraina. “Con la dichiarazione finale il G7 ribadisce il suo impegno compatto per difendere il sistema internazionale di regole, messo in discussione con l’aggressione russa all’Ucraina. I focolai di crisi nel mondo continuano a moltiplicarsi e noi intendiamo continuare a sostenere l’Ucraina e abbiamo scelto di continuare a rafforzare il nostro impegno. Il G7 ha raggiunto un accordo tutt’altro che scontato, un accordo estremamente importante”.

E poi, sulla proposta di “pace” arrivata da Putin alla vigilia della conferenza sulla pace dell’Ucraina in Svizzera, la premier ha detto: “Mi sembra più un’iniziativa propagandistica che una reale proposta di negoziato”, sottolineando che “non mi sembra particolarmente efficace una proposta in cui si dice all’Ucraina che si deve ritirare dall’Ucraina…”. “Se vuole la pace, Putin deve ritirare le truppe dall’Ucraina”, evitando “questo tentativo di narrativa che è controinformazione”, rimarca la premier. 

Lo scontro sull’autonomia differenziata

Il bilancio sull’evento internazionale è stata l’occasione per intervenire anche su dinamiche più nazionali. Come la rissa scoppiata alla Camera per la dura protesta delle opposizioni contro la riforma sull’autonomia differenziata, un disegno di legge fortemente voluto dalla Lega e dal suo ministro Roberto Calderoli. 

L’aggressione di Iezzi a Donno, la “decima” di Furgiuele e il “presente” di Padovani: cosa è successo alla Camera

“Trovo grave che esponenti maggioranza cadono nelle provocazioni, e prevedo che aumenteranno. Gli italiani devono interrogarsi su quale sia l’amore di esponenti politici che provocano, cercando di occupare i banchi del governo mentre l’Italia guida il G7. Se si parte dal rispetto della nazione c’è anche il rispetto delle istituzioni”. Nonostante questo “non si è riuscito a rovinare il vertice”, ha affermato con fierezza la premier. La sua è stata più una provocazione che una affermazione.

A cogliere la sua provocazione è stato il laeder del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte: “Martedì sventoleremo il tricolore tutti insieme a Roma. Se per Meloni e soci la bandiera dell’Italia è una provocazione allora la sventoleremo più forte”.

Fonte : Today