Michela Giraud ospite a Stories, lunedì 8 aprile alle 21 su Sky Tg24

È Michela Giraud la protagonista della nuova puntata di “Stories”, il ciclo di interviste ai principali interpreti dello spettacolo di Sky TG24. Ospite del vicedirettore della testata Omar Schillaci, con la regia di Roberto Contatti, l’attrice, comica e adesso regista si racconta in “Michela Giraud – Ho paura del camion dell’immondizia”, in onda lunedì 8 aprile alle 21.00 su Sky TG24, sabato 13 aprile alle ore 12.00 su Sky Arte e sempre disponibile On Demand.

Lo fa partendo dal suo primo film da regista al cinema: Flaminia, una storia molto personale sul complesso rapporto tra due sorelle. “Più che una storia vera è una storia autentica” – ha raccontato – “Mi piacerebbe che le persone si ritrovassero all’interno di tutte quelle emozioni di amore, disagio, solitudine e in tutta quella carnalità che c’è nel rapporto tra Flaminia e Ludovica”, protagoniste liberamente ispirate a lei e a sua sorella Cristina, affetta da autismo. Poi i ricordi d’infanzia, la comicità, il cinema, la body positivity…e le paure, una diversa dall’altra.

UNA STORIA INIZIATA A ROMA, VICINO A SAN PIETRO

La sua storia inizia a Balduina, un quartiere di Roma vicino San Pietro dov’è cresciuta con mamma, papà e Cristina, appunto, e dove “mi facevano fare danza. Io però volevo giocare a pallone e mi dicevano ‘beh, ma tu non sei capace’, ma io ci giocavo lo stesso. Poi litigavo, ero scalmanata, mi facevo male perché cascavo, correvo… Un’infanzia al massimo per poi arrivare alla vita adulta e avere paura di tutto”. Gli anni della scuola, dove era molto brava, fino al liceo… “perché inizia il periodo di ribellione adolescenziale e quindi smetto di studiare, ma in realtà la prima persona a cui faccio un torto sono io, perché a me piaceva. E poi secondo liceo, terza liceo ho recuperato tutto”, e dove condivideva la classe con l’amico e collega Edoardo Ferrario, “lui invece andava benissimo. Era una secchia maledetta” ha scherzato. Tante le passioni prima di scoprire il teatro, come la danza, “ho fatto dieci anni di danza, ma la danza non l’ha mai saputo” ha confessato con la sua classica ironia, “poi arrivato il teatro ho detto ‘senti ma con questo fatico uguale e vedo i risultati, almeno recito e mi vedono, non sto in fondo insieme alla tenda. Quindi forse è la strada giusta’”. Ma prima del successo, la gavetta, quando anche a lei è toccato esibirsi in teatri vuoti, ma senza mai demordere, “ho fatto la classica cosa di Verdone, uno spettacolo per una persona sola. Poi non c’è stata la favola del critico che è venuto m’ha ha cambiato la vita, perché comunque sono altri tempi”. Da lì, web serie di successo come ‘Educazione Cinica’, la stand up, molta tv a Comedy Central, tanto da avere un suo salotto a Comedy Central News, “un programma completamente ideato e, in alcuni momenti molto improvvisato, da me. Sono molto affezionata al salotto” e poi, soprattutto, il cinema, “un qualcosa che credevo mi fosse un po’ precluso. Non è che so parlare molto bene in dizione, cioè lo so fare, ma sembro un serial killer. E anche perché diciamo mi dicevano ‘Guarda che tu con il tuo modo di fare, anche la tua fisicità, non potrà mai essere una protagonista. Al massimo potrai fare l’amica della protagonista’. Io ho detto ‘Sai che c’è? Anche io adesso mi faccio un mazzo così, seguo quello che per me è più incline alle a quello che mi dà, a quello che mi piace più fare e vedrai che, secondo me, in maniera tangenziale ci arrivo’. Alla fine il film me lo sono fatto da sola”. Determinazione e grinta che l’hanno accompagnata nella sua giovane carriera, una forza d’animo che spiazza, soprattutto dopo aver scoperto la sua lunga lista di paure: “Ne ho tantissime. Nei legami, nei rapporti, la paura di non essere più lucida per poter raccontare il presente. Ho paura dei cani, tutti i tipi di cane, dei molluschi, ma la mia paura più grande è il rumore del camion dell’immondizia. Lo associo a quando vomitavo dalla paura, da bambina, dopo aver visto la signora dei piccioni in ‘Mamma ho perso l’aereo’”. Un ritratto molto personale e carico di ironia, come quando le si chiede della sua proverbiale avarizia, o quando, se potesse riavvolgere il nastro del tempo per cambiare qualcosa del passato, ammette candidamente: “il mio primo amore, lo tagliamo proprio”. Non mancano però delle riflessioni più profonde su alcuni temi d’attualità su cui ha abbondantemente ironizzato nel corso dei suoi spettacoli, come la body positivity, “non è che io ce l’ho con la body positivity perché è giusto anche che le persone si ritrovino all’interno di un movimento, però non tutto può diventare una roba che è un’altra etichetta. Parliamo di temi delicati e ci dobbiamo anche dire la verità, cioè che non esiste stare sempre bene come non esiste anche chi è sempre felice”. Un tema, quello delle etichette, a cui tiene molto dato che “io, per la mia storia, non ero quello che, tra virgolette, questa società si aspettava da me. Non avevo quella forma fisica, non avevo quegli interessi… Io vedo tante persone intorno a me che però non si sono fatte queste domande e hanno accettato quello che magari i loro genitori gli hanno imposto, per poi ritrovarsi a essere prigionieri di una vita che non hanno scelto”, ha concluso.

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QR CODE CON CONTENUTI SPECIALI

Durante la messa in onda dell’intervista comparirà un QR Code che permetterà, inquadrandolo con la telecamera del proprio smartphone, di accedere a una serie di contenuti speciali dedicati all’artista, disponibili sul sito skytg24.it. Tutte le interviste di “Stories” sono anche proposte tra i podcast di Sky TG24, sul sito skytg24.it e sulle principali piattaforme di podcasting.

STORIES: “MICHELA GIRAUD – HO PAURA DEL CAMION DELL’IMMONDIZIA” IN ONDA LUNEDÌ 8 APRILE ALLE 21.00 SU SKY TG24 (CANALI 100 E 500 DI SKY E CANALE 50 DEL DTT), SABATO 13 APRILE ALLE 12.00 SU SKY ARTE E DISPONIBILE ON DEMAND E SU SKYTG24.IT.

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Fonte : Sky Tg24