Bimbo abbandonato, il medico Silvio Viale: “Per Giovannino una penosa gara di solidarietà”

“All’Ospedale Sant’Anna di Torino la riservatezza è stata mantenuta per mesi, ma ora, che la notizia è di pubblico dominio, una riflessione è necessaria. Comprendo perfettamente la scelta dei genitori di non riconoscere il neonato. Una scelta doppiamente dolorosa, perché giunta improvvisa al termine atteso di una gravidanza desiderata. Chiunque di noi, potendo conoscere la diagnosi durante la gravidanza, abortirebbe. Chiunque di noi dovrebbe cercare di identificarsi con i genitori”: inizia così un post scritto su Facebook nel pomeriggio di ieri, quando la notizia del piccolo Giovannino era ormai nota, dal medico Silvio Viale, ginecologo dell’ospedale Sant’Anna di Torino noto anche per il suo attivismo. È un post, quello di Viale, che ha scatenato delle polemiche, col medico che scrive tra le altre cose che “c’è da sperare davvero che non sopravviva”. Ma il ginecologo spiega bene il suo pensiero nel post: “Per capire cosa sia la Ittiosi Arlecchino, la variante peggiore della Ittiosi Autosomica Congenita, bisogna avere il coraggio di guardare le foto reperibili su qualsiasi motore di ricerca. C’è da sperare davvero che non sopravviva, mentre è necessario garantire una assistenza adeguata per il periodo che dovesse sfuggire alla morte. Ora molti si offrono di accoglierlo, tra questi il Cottolengo, che ha una lunga esperienza per i casi più disperati. L’augurio e che possa trovare un ambiente accogliente, riservato, che lo assista amorevolmente per il periodo che sarà necessario”. E il medico conclude: “Non dobbiamo essere eroi, ma rimanere pietosi nelle avversità, senza l’arroganza di ergersi a giudici di quello che pensiamo non saremo mai. Quei genitori, qualunque cosa pensassero prima della disgrazia, siamo tutti noi”. In un successivo post il medico afferma che ogni considerazione deve partire dalla “onesta constatazione che ognuno di noi avrebbe fatto come i genitori”.

“Gara di adozioni penosa. Nessuno sa a cosa sta andando incontro” – A Open Silvio Viale ha spiegato meglio le condizioni del piccolo Giovannino, sottolineando tra l’altro che una delle notizie apparse sui media è falsa: non è stata una fecondazione eterologa, ma una fecondazione assistita, cioè i gameti erano dei genitori biologici. Per il medico non c’era praticamente alcuna possibilità di prevedere una malattia di questo genere e ha spiegato cosa comporta l’Ittiosi Arlecchino dal punto di vista delle terapie e delle spese: “Sono costi inimmaginabili, parliamo di migliaia di euro e terapie continue. Sarò molto franco e crudele: non è come avere la sindrome di down, qui si parla di una malattia per cui esistono basse possibilità di sopravvivenza. E chi sopravvive è sottoposto a cicli ininterrotti di controlli, interventi, e chissà che altro. Non è uno scherzo”. La gara di solidarietà scattata dopo la diffusione della notizia del bambino malato abbandonato dai genitori per il ginecologo è “una cosa penosa”: “Troppo facile sorridere, fare i pietosi e mostrare magnanimità a parole, facendo telefonate a vuoto. Il punto è che nessuno si è preso la briga di capirci qualcosa, nessuno sa a cosa sta andando incontro e nessuno ha voluto, per ora, sapere nulla di Giovannino”. Il medico si è anche scusato per la “gogna mediatica cui sono sottoposti i genitori” di Giovannino. Il finale che si augura per il bambino? “Che ci sia un qualche benefattore milionario, lì, da qualche parte, che si faccia carico della cosa. Diversamente, nessuno lo adotterà, le persone scappano da situazioni simili”.

Fonte : Fanpage