Il sequestro di beni per un ammontare di 350 mila euro, ordinato dalla procura di Cagliari contro il presidente della Sardegna, Christian Solinas, indagato per corruzione, piomba come un macigno sul tavolo delle trattative per le candidature alle elezioni regionali del centrodestra. Il diretto interessato, come da copione, grida al complotto: “Questa indagine – ha dichiarato – ha due elementi di sicuro rilievo: il primo è il tempismo, viene fatto a quattro giorni dalla presentazione delle liste, mentre si decide il candidato presidente unitario del centrodestra; l’altro è che, essendo in fase di indagine, stiamo parlando di atti che dovrebbero essere coperti dal segreto istruttorio e che invece sono in possesso di tutti i media”.
A sostenere la tesi della giustizia a orologeria, il vicesegretario della Lega, Andrea Crippa, che nelle scorse settimane aveva provato a blindare la ricandidatura del governatore uscente, con risultati decisamente non esaltanti: “Si vota il 25 febbraio e con tempismo perfetto, spuntano guai giudiziari per Solinas. Solidarietà al governatore e buon lavoro ai magistrati che dovranno affrontare settimane molto intense”, ha scritto in una nota. La verità è che il destino del presidente sardo era ormai segnato e paradossalmente i pm di Cagliari hanno fatto quasi un favore a Matteo Salvini, fornendogli l’ultimo alibi per cedere ufficialmente la candidatura sull’isola a Fratelli d’Italia, che ora può dare l’affondo decisivo e imporre alla coalizione la candidatura di Paolo Truzzu, sindaco del capoluogo e fedelissimo di Giorgia Meloni.
Perché Salvini mollerà Solinas
La Sardegna è una delle regioni contese su cui la premier vuole mettere le mani per riequilibrare la coalizione, estendendo l’egemonia del suo partito anche ai consigli regionali. Il leader del Carroccio lo ha capito e sa bene che non è nelle condizioni di opporre troppa resistenza. “In linea di principio – aveva detto nei giorni scorsi – per me è sempre meglio sostenere i governatori uscenti, ma nel nome dell’unità della coalizione troveremo un accordo”. Probabilmente è solo una questione di ore, il tempo di preparare un comunicato sprizzante “responsabilità” e il povero Christian Solinas verrà abbandonato al suo destino nei corridoi del Tribunale di Cagliari: a questo punto sembra difficile anche un suo “ripescaggio” nelle liste per le europee, ma mai dire mai.
Una partita con tante incognite
Dalle parti di Fratelli d’Italia ovviamente non si festeggia platealmente, qualcuno già sussurra che ci sia qualche sondaggio positivo su Truzzu, ma al momento nessuno può prevedere come i fatti di questi giorni impatteranno sull’opinione pubblica. Al netto delle solite divisioni del centrosinistra, quelli di “Nino” che da vent’anni tira fuori il maledetto calcio di rigore, molto potrebbe dipendere da cosa sceglierà di fare il Partito Sardo d’Azione. Nei giorni scorsi era circolata una voce su un possibile appoggio a Renato Soru nel caso il partito della premier l’avesse spuntata al tavolo delle trattative.
L’ex presidente della regione è sostenuto da una variopinta coalizione che va da Rifondazione Comunista (sì, esiste ancora…) a Italia Viva, ma soprattutto non dovrà raccogliere le firme grazie all’aiuto dello stesso Partito Sardo d’Azione e dei centristi, che iscriveranno alcuni consiglieri alle liste che lo sostengono. Un “gesto di generosità” che può essere letto in due modi: favorire un candidato che toglierà voti alla sfidante Alessandra Todde, sostenuta da Pd e Movimento 5 Stelle, oppure rompere col centrodestra e riaprire la partita.
Fonte : Today







