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Testata giornalistica Aut. Tribunale di Roma n.32/2006



Direttore Responsabile Christian Tipaldi

 

L'evento piu' catastrofico della terra
 
Uno studio dei ricercatori della Columbia University coordinati con scienziati del Goddard Institute della Nasa riproduce con un modello climatico globale gli effetti della grande alluvione che si verificò circa 8000 anni fa nel Nord America, quando l’ultima glaciazione era ormai giunta a conclusione.
In molti avremo sentito parlare di un forte cambiamento climatico avvenuto repentinamente circa 8000 anni fa. Una diminuzione delle temperature avvenne con rapidità nel giro di pochissimo tempo, in particolar modo nell’emisfero settentrionale. Sappiamo anche che il fenomeno non interessò molto le basse latitudini quanto, invece, le alte, mentre nell’emisfero meridionale le temperature non conobbero sostanziali variazioni. Anche la causa del brusco calo termico, a lungo dibattuta, ora è abbastanza certa. Si tratta, infatti, di un evento catastrofico che non ha nulla di paragonabile con altri avvenimenti recenti, quantomeno registrati dalla civiltà umana.
Per non far crescere a dismisura la suspence vale la pena svelare il colpevole, anzi i colpevoli del misfatto Sono due enormi laghi glaciali, situati in prossimità degli attuali Grandi Laghi americani, il lago Agassiz e il lago Ojibway, formatisi a seguito del progressivo scioglimento della calotta glaciale che ricopriva saldamente il continente nordamericano. Accadde all’improvviso che, proprio per il ritiro dei ghiacci, le enormi quantità d’acque dolci dei due bacini trovarono una via di sbocco verso l’Oceano Atlantico e per la maggior parte si riversarono a Nord, nella Baia di Hudson e di lì nell’Atlantico, mentre una parte minore andò verso il Golfo del Messico. Tutto ciò avvenne con estrema rapidità.
Fino ad oggi si teorizzava che lo sproporzionato apporto di acque dolci in un tempo limitato avesse potuto modificare la circolazione delle acque oceaniche nell’Atlantico settentrionale, facendo sì che il calore portato verso le latitudini settentrionali dalla Corrente del Golfo venisse a ridursi repentinamente, causando, quindi, un altrettanto rapido calo delle temperature dell’aria nelle regioni nordamericane e dell’Europa del Nord.

Ora giungono le conferme portate dai risultati di uno studio condotto in collaborazione da scienziati del Goddard Institute della Nasa e da ricercatori del Dipartimento di Scienze della Terra e ambientali della Columbia University. Allegra LeGrande, per la Columbia, e Gavin A. Schmidt, per il Giss, sono stati i principali responsabili della ricerca e delle simulazioni modellistiche, usate per verificare se la grande alluvione di 8000 anni fa fosse stata in grado di produrre effetti importanti sul clima.

Ha detto Gavin Schmidt che “se noi andiamo a simulare la Terra del futuro, abbiamo bisogno di essere capaci di replicare gli eventi del passato”. Questo è quanto è stato realizzato, utilizzando il modello climatico atmosfera-oceano creato dal Giss, il Modello E-R. , che ha consentito ai ricercatori di riprodurre il cambio climatico causato dall’apporto di acque dolci nell’Atlantico (ricordiamo che le simulazioni condotte da MTG Climate utilizzano il NASA GISS Model II, parente stretto del Model E). Sono stati utilizzati i dati climatici indiretti che si possono ricavare dai reperti geologici, dai carotaggi dei ghiacci artici e antartici, dai pollini e da tutti quegli indicatori utili dei quali si può disporre. Tali reperti sono chiamati proxies e sono davvero indispensabili per abbozzare una ricostruzione dei climi del passato, in assenza di rilevazioni dirette.

Il confronto tra i risultati delle simulazioni e i proxies ha confermato la portata dell’evento di 8000 anni fa. La serie di dodici runs del modello si è basata su una stima della quantità di acque dolci calcolata tra 25 e 50 volte la portata del Rio delle Amazzoni. Per completare le simulazioni c’è voluto più di un anno. Alla conclusione è emerso che gli effetti del cambio subito dalla circolazione oceanica non furono così incisivi in tutto il globo, ma si sentirono principalmente sull’Atlantico settentrionale, sulla Groenlandia e sull’Europa del Nord. Una conferma, quindi, di quanto desunto dall’uso dei proxies, come la riduzione più lieve delle temperature a latitudini tropicali e la sostanziale invarianza delle temperature nell’emisfero sud. La Corrente del Golfo tornò a livelli normali tra 50 e 150 anni dopo la catastrofe.

Allegra LeGrande ha dichiarato che l’evento studiato è stato quanto di più simile al film “The Day After Tomorrow” si potesse simulare e che studiare l’inondazione di 8000 anni fa è stato importante, dal momento che si è trattato di un evento realmente accaduto in un periodo nel quale le condizioni non erano molto differenti rispetto ai nostri giorni.Ricordiamo che il modello climatico del Giss è attualmente in uso per le ultime simulazioni dell’IPCC per prevedere il clima futuro del pianeta.

The Earth Institute at Columbia University 20/01/2006


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