di Redazione 08/09/2010 07:29
Le truppe americane in Afghanistan correranno ulteriori rischi se la chiesa evangelica “Dove World Outreach Center” di Gainesville brucerà esemplari del Corano, il libro santo dei musulmani, per commemorare l’anniversario dell’11 settembre. Lo ha detto il comandante delle truppe americane in Afghanistan David Petraeus in un’intervista rilasciata al Wall Street Journal. Vi è da pensare che se la chiesa di Gainesville porterà a compimento questo suo sconsiderato intento, il gesto scatenerà l’odio degli islamici ovunque nel mondo, come era già accaduto in occasione della pubblicazione sui giornali danesi delle vignette satiriche sul profeta Maometto. Solo che questa volta sarà ancora peggio perchè ad essere profanato sarà il libro sacro dell’Islam, il Corano che nessun fedele prende in mano senza essersi prima purificato ritualmente. I gruppi terroristi islamici come al Qaeda o come i talebani dell’Afghanistan porteranno ovunque la loro vendetta, incitati ad uccidere dalla stragrande maggioranza dei popoli musulmani. Il pericolo per le comunità cristiane in Oriente e nell’Africa del Nord è grande, così come grandi sono i rischi per i soldati occidentali che ancora si trovano in Iraq e in Afghanistan. La speranza è che prevalga il buonsenso e che la Dove World Outreach Center trovi un altro modo per commemorare i morti dell’11 settembre 2001, nonostante Stephanie Sapp, portavoce della comunità evangelica di Gainesville, abbia dichiarato: “Nessun rappresentante del Pentagono o di altre agenzie federali ha espresso preoccupazione per l’evento o ha chiesto di cancellarlo. Anzi, l’FBI ha discusso con noi delle misure di sicurezza che dovremo adottare per il rogo del Corano.” Il sindaco di New York, Michael Bloomberg, è intervenuto oggi nella polemica sul rogo del Corano affermando che si tratta di una azione "disgustosa" ma che il pastore battista che ha minacciato tale iniziativa "ha il diritto di farlo". Il pastore Terry Jones intende bruciare una copia del Corano sabato in occasione dell'anniversario della strage dell'11 settembre negli Usa. Bloomberg ha detto di essere sicuro che il pastore non gradirebbe l'atto di veder bruciato un libro che considera sacro. "Ma la sua azione è protetta dal diritto alla libertà di espressione - ha aggiunto il sindaco di New York - non possiamo applicare tale diritto solo alle situazioni che approviamo".






















