di redazione 21/07/2010 18:13
Una livornese di 42 anni, madre di una bimba di 4 anni, lotta tra la vita e la morte in ospedale a Livorno: il suo sistema nervoso è stato aggredito dalla cosiddetta encefalite da prione, una particella infettiva proteica che colpisce il cervello. Un caso, dunque, di mucca pazza nell'uomo. Lo riporta il quotidiano 'Il Tirreno'. E' questa la terribile diagnosi che sarebbe emersa dagli esami a cui la donna è stata sottoposta. La signora, madre di una bambina di quattro anni, è malata da anni della cosiddetta encefalite da prione. Dall'istituto neurologico Besta è stata trasferita all'Hospice della località toscana. Al momento, spiegano gli specialisti, non esistono cure per la variante umana della sindrome di Creutzfeldt-Jacob. Si tratta del secondo caso in Italia dopo la signora siciliana che si è ammalata nel 2002. La donna è stata seguita dal Besta nell'inarrestabile decorso della malattia neurologica che l'ha ridotta oggi in fin di vita. Al momento, spiegano infatti gli specialisti, non esistono cure. La variante umana della malattia della mucca pazza è comparsa 14 anni fa in Gran Bretagna, dove è stata subito associata al consumo di carne di animali colpiti dall’Encefalopatia Spongiforme Bovina (Bse). La forma umana è considerata una variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob (Cjd) ed il suo nome è stato ufficializzato come «nuova variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob» (vCjd) nel 1997, da un articolo pubblicato sulla rivista The Lancet. A scatenare la malattia nell’uomo è l’alterazione di una proteina naturalmente presente nell’organismo, chiamata prione. Dopo il notevole aumento dei casi della malattia sia nei bovini che nell’uomo, concentrato soprattutto fra il 1996 e i primi anni 2000, da qualche anno si registra un notevole rallentamento nella diffusione della malattia sia negli allevamenti e altrettanto rari sono i casi della forma umana. Proprio nei giorni scorsi il commissario europeo alla Salute, John Dalli, ha dichiarato che l’Europa è uscita vincente dalla lotta contro la malattia, che nel 2009 ha fatto registrare 59 negli allevamenti degli Stati membri. L’ultimo caso di Bse in Italia risale al 2008, in Piemonte e l’unico decesso nell’uomo risale al 2002.























