di Christian Tipaldi 02/06/2010 08:58
Le celebrazioni della Festa della Repubblica numero 64 prendono il via con il presidente Giorgio Napolitano che deposita una corona d'alloro all'Altare della patria. Poi, come vuole la consuetudine la sfilata militare in via dei Fori Imperiali rappresenta il momento clou delle manifestazioni: 5.890 militari, 500 civili, 209 truppe a cavallo, 284 automezzi saranno impegnati nella sfilata militare, mentre partiranno da Pratica di Mare i 9 velivoli impiegati per l'esibizione delle Frecce Tricolori sui cieli della Capitale. Nel pomeriggio, dalle 15 alle 19, aperti al pubblico i giardini del Quirinale dove saranno impegnate le bande militari. Il capo dello Stato ha rivolto un video messaggio agli italiani gia' ieri. Necessita' di compiere sacrifici in una fase di particolari difficolta' economiche, bisogno di unita' nazionale e di responsabilita' nell'azione della politica sono stati i concetti forti a cui ha fatto riferimento Napolitano con l'auspicio che il confronto tra le forze politiche non si riduca a sterile conflitto ma sia indirizzato al varo delle riforme.''Ora piu' che mai l'Italia deve sentirsi nazione unita e solidale e sentirsi italiani significa riconoscere come problemi di tutti noi quelli che preoccupano le famiglie in difficolta', quelli che nei giovani suscitano, per effetto della precarieta' e incertezza in cui si dibattono, pesanti interrogativi per il futuro'', ha ribadito il presidente della Repubblica. Serve un grande sforzo, fatto anche di sacrifici' per risollevare le sorti dell'economia dice Napolitano nel messaggio per il 2 giugno. Il capo dello Stato sollecita un confronto costruttivo anche per risolvere i problemi delle famiglie e dei giovani, 'per crescere di piu' e meglio'. Il confronto tra le parti politiche non deve 'produrre solo conflitto, soltanto scontro fine a se stesso', ma deve portare a decisioni segnate da un forte senso delle responsabilita' cui fare fronte. La memoria degli italiani sembra intanto non essere molto salda nei confronti della festa che ricorda l'esito del referendum del 2 giugno 1946, nel quale tra l'altro le donne acquisirono per la prima volta il diritto di voto, quando si scelse la forma repubblicana per lo Stato italiano all'indomani della Seconda guerra mondiale. Una indagine svolta dall'istituto Nordest Ricerche rivela infatti che 4 italiani su 10 ritengono poco rilevante una festa che si rifa' ai valori dell'unita' nazionale. Due giugno, festa nazionale. L'Italia celebra la nascita della Repubblica nata nel 1946 alla conclusione del secondo conflitto mondiale. Perchè il 2 giugno? Per chi non è pratica della storia del nostro paese il 2-3 giugno 1946 si tenne il referendum a suffragio universale con il quale gli italiani venivano chiamati alle urne per esprimersi su quale forma di governo, monarchia o repubblica, dare al Paese, in seguito alla caduta del fascismo. Dopo 85 anni di regno, con 12.718.641 voti contro 10.718.502 l'Italia diventava repubblica e i monarchi di casa Savoia venivano esiliati. Una festa però che ha storia recente: soltanto nel 2001 su impulso dell'allora Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, il secondo governo Amato, con la legge n. 336 del 20 novembre 2000, riportò le celebrazioni al 2 giugno che divenne nuovamente festivo dopo un periodo di stop.






















