di Marco Venditti 31/05/2010 10:57
Sabato Torino ha ricordato i 39 angeli della maledetta finale di Bruxelles. Due messe distinte per commemorare i 39 tifosi periti nella tragedia del 29 maggio del 1985. Sono passati ben 25 anni da quella terribile serata ma il ricordo di quella finale rimane indelebile nella memoria di tutti e i numerosissimi tifosi giunti a Torino da mezza Italia hanno voluto ricordare i nomi, i nomi di ognuno di loro, con doverosa pausa di riflessione e poi citare le esperienze vissute sul posto, in quel fatiscente stadio con una fatiscente organizzazione. Un ricordo raccontato con velo di tristezza e allo stesso tempo di rabbia. Due messe distinte. La prima alla Santa Madre in forma privata dove una delegazione di Bruxelles, una del Liverpool e gli ex giocatori della Juventus con la presenza di Michel Platini hanno commemorato i defunti. Dall’altro capo della città presso la chiesa s.Rita nel quartiere antistante lo stadio “Olimpico Comunale “ una forte presenza di tifosi provenienti da tutta Italia e con i gruppi storici del tifo organizzato hanno riempito la chiesetta di S. Rita presenziando con commozione alla cerimonia. Il loro ricordo ai 39 angeli. Poi il torpedone di tifosi si è radunato in piazza Caio Mario dove risiede la sede centrale della FIAT . Un palco e molte testimonianze che davanti a migliaia di tifosi hanno parlato di molte cose. Del nuovo ciclo della Juventus con Andrea Agnelli presidente. Programmi, giocatori, allenatore e staff queste le considerazioni espresse ma poi quando si è parlato di calciopoli e dell’odiata antagonista Inter bordate di fischi e cori di disapprovazione per le ingiustizie perpetrate contro la società bianconera si sono alzate al cielo. Poi sul finire il doveroso ricordo delle 39 vittime e ad ogni nome scandito una base musicale struggente ha commosso l’intera piazza. Al termine del raduno i tifosi hanno dato vita a un pacifico ed altrettanto ordinato corteo che da piazza Caio Mario ha attraversato per oltre 4 chilometri la città dirigendosi fin davanti la sede della Juventus in corso Galileo Ferraris. La sede della società bianconera era chiusa e i molti tifosi giunti da fuori Torino e molti dal sud Italia (sobbarcandosi migliaia di chilometri) con rammarico hanno evidenziato verbalmente l’assenza di qualche rappresentante bianconero che vista la circostanza sarebbe stato sicuramente opportuno. Il corteo si è poi sciolto dopo circa un’ora mentre in lontananza riecheggiavano ancora i cori interrotti da un paio di bombe carta gettate da qualche infiltrato risultando sgradite per un evento di tutt’altra natura. Questa la fine di una giornata pregna di intense emozioni a testimonianza dell’affetto sempre più crescente per la vecchia signora, un affetto che meriterebbe qualche soddisfazione in più






















