di Marco Venditti 28/05/2010 18:22
Due anni per vincere tutto e per conquistare una “triplete” e l’Inter dell’uomo di Setubal ci è riuscito rievocando vecchi ricordi e gesta apparentemente simili a quelle di storia Herreniana ma di consistenza e di valori umani ben diversi. Quando Mourinho si presentò due anni fa alla sua prima conferenza stampa alla Pinetina sancì una parola di chiara origine meneghina che nessuno si aspettò di ascoltare . ma quella parola fu la prima che di una lunga serie che avrebbe portato il tecnico portoghese a rimanere sempre nei ricordi degli italiani.”io non sono un pirla”. Arrogante, spavaldo,sicuro di se, irriguardoso verso il paese che lo ha ospitato per due anni e poco elegante verso i suoi colleghi. Prese di mira il bravo Ranieri dandogli del settantenne e dell’incolto verso la lingua anglosassone. Coniò la famosa frase “zero tituli” quando alla metà dello scorso torneo forte del gran distacco tra la sua squadra e la Roma di Ranieri appunto e le altre due inseguitrici Milan e Juve le umiliò con questa frase. Glia attacchi contro il governo del calcio con gesti di manette e mimiche fortemente provocatorie. Una tattica sicuramente per spostare l’attenzione, per depistare i giudizi dalla sua squadra al resto dello scenario calcistico. Insomma un furbo a 360 gradi che ha saputo tenere a guinzaglio l’intera stampa italiana. Lezioni di vita e altrettanto di correttezza quando ha dimostrato quest’oggi di appartenere alla classe vera e sopraffina dei più grandi mercenari della storia. 16 milioni di euro come clausola da pagare per svincolarsi dalla sua amata squadra con l’intervento di Perez giunto con un blitz a Milano e qualche sconto su scambi di giocatori avvenuti avrebbero salvato il signore di Setubal dal rischio di metter mani al portafogli (ma quando mai!),come avrebbe dovuto fare invece, e non preoccuparsi di non far spendere questi soldi al suo nuovo presidente. Quanta bella ipocrisia tutta insieme e quanta bella falsità quando dopo aver conquistato la storica “triplete” fuori dal Santiago Barnabeu anziché seguire i suoi ragazzi a Milano accolti da oltre 60mila tifosi festanti pensò bene di infilarsi nella macchina di Perez per lidi a noi sconosciuti ma prevedibili. Un gran signore del calcio tutto, un’insegnamento vero di grande uomo e mai tante lacrime furono spese per una recita da miglior attore drammatico arricchite anche da frasi da libro cuore. Insomma si è finalmente conclusa la storia squallida e vincente dell’uomo di Setubal che ha lasciato la sua amata Inter per accasarsi a Madrid. Avvertito Perez perché lui,il signor Mourinho, non è un “pirla”.

























