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Testata giornalistica Aut. Tribunale di Roma n.32/2006



Direttore Responsabile Christian Tipaldi

Il Punto di Marco Venditti: "Buffon vero leader"
L'appuntamento sportivo curato dal giornalista e conduttore televisivo Marco Venditti.
di Marco Venditti 28/05/2010 13:52

 

 

 

 

 

 

 

Per Gigi Buffon non ci sono mai stati problemi e nemmeno ce ne saranno nell’immediato futuro. Il suo rapporto con la vecchia signora meno di un mese addietro sembrava dovesse concludersi per stanca e per far quadrare i soldi in cassa nel caso di un ribaltone generale dove fosse coinvolto anche il portierone della Juve e prendere il volo per altri lidi (europei ovviamente). Il gioiello di famiglia più prestigioso e luminoso messo sul banco delle trattative come maggior introito dell’intero parco giocatori a disposizione della società. Ma Gigi è persona seria, serissima e riconoscente. I programmi futuri, il nuovo allenatore, il dialogo convincente con Marotta ma principalmente gli attestati numerosi che i tifosi hanno regalato con il cuore in questi anni al portiere lo hanno ancor più convinto a continuare la sua storia sotto la Mole. Con questa ennesima fiducia, reciproca e consolidata più l’età non più tanto verde si potrebbe anche decretare un accordo definitivo,magari perché no, a vita per un matrimonio indissolubile. Buffon ribadisce che in questi anni è cambiato qualcosa nel rapporto tra giocatori e società con particolare osservanza per i contratti che possono essere variati aldilà del “nero su bianco”, poche parole ma decise” dal ritiro della Nazionale parla del suo futuro. "Siamo in un'epoca in cui se un giocatore vuole andare via, va via. Senza nessun tipo di problematiche o forzature”. 


La voglia della Juve di tenerlo è pari alla sua voglia schietta e sentita di rimanere a difendere i pali della squadra. Già parla da leader ma forse lo è sempre stato precisando con tono sereno ma assolutamente deciso che i giocatori futuri che indosseranno questa casacca dovranno impegnarsi per il bene della squadra e “sputare sangue”.La Juve è una società che ti mette a disposizione la possibilità di far tutto ma va intesa come una squadra che è un punto di partenza e di arrivo – sostiene il portierone – questa società ha fatto la storia del calcio italiano e questo campionato ha anche dimostrato che Ranieri non era il “problema”. “il ciclo era terminato e forse noi pensavamo che non lo fosse ancora”. Non ha dubbi sulle sue qualità e si sente ancora il più forte portiere del mondo ma deve essere messo nelle condizioni ideali per rendere al meglio. Precisa che da inizio campionato a novembre il suo rendimento è stato assolutamente positivo ma se i risultati sono evidentemente negativi (specie come quello passato) ti chiedi chi è il giocatore che alla fine si è salvato dal disastro. Arrivare nelle basse zone della classifica non metterà mai in evidenza le tue qualità di gran portiere e la gente potrebbe non accorgersi della tua esistenza. Vale per chi arriva sempre secondo ma alla fine ci si ricorda solo di chi ha vinto ed è questa la teoria generale che condivide il pensiero di Buffon. Si parla di mondiale e finalmente anche perché al suo inizio non manca moltissimo. 


Le possibilità di riaggiudicarsi il mondiale sono evidentemente inferiori a quelle del 2006 anche perché ripetersi è sempre più complicato ma l’ingresso di nuovi elementi vogliosi di ben fare potrebbero cambiare le sorti di una nazionale che in questi anni la Nazionale è stata dimenticata per il titolo conquistato. E’ questa l’amarezza del portiere bianconero. Gigi sostiene che il mondiale vinto rappresentava un jolly da poter esercitare per dare un maggiore supporto e forza al nostro calcio ma ciò non è stato sfruttato nel modo migliore. Esprime nel finale di conversazione anche un suo giudizio sulle favorite e si limita a dare le sue più probabili candidate alla vittoria finale. Brasile per il forte organico a disposizione, poi la Spagna campione d’Europa e l’Inghilterrra, quest’ultima vista da molti a dir il vero come la rivelazione del mondiale. Buffon riflessivo,Buffon più maturo e sempre più leader non solo della Juventus ma anche della Nazionale italiana. La maturità del ragazzo schietto e sincero, guascone e sempre sorridente rivela con la maturità acquisita nel tempo una più riflessione e pacatezza di giudizio. E’ Gigi il vero leader del gruppo e su questo non c’è dubbio sempre e comunque con le sue parole poche ma misurate come dovrà essere il gioco dell’Italia, meno spettacolo e molta più concretezza se si vuol arrivare il più lontano possibile. E poi sinceramente ricordate mai nella storia delle partenze e della vita vissuta dei mondiali italiani momenti sereni e scevri da polemiche? Mai! Se così non fosse ci sarebbe allora da preoccuparsi perché noi siamo fatti così, noi siamo italiani,non giocheremmo un gran mondiale. Facciamo di tutto per complicarci la vita, per essere antipatici, arroganti ma allo stesso tempo passionali. Una storia fatta di epoche che caratterizzano una cultura che per le sue spigolature rimane unica nella storia del calcio mondiale. Beh! Anche questa volta siamo sulla strada buona.

 

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