di Marco Venditti 24/05/2010 08:26
E’ dura ma negarlo non si può. Per noi juventini anti interisti questa triplice vittoria ci rende poco affabili con la realtà dei fatti ma aldilà di ogni più realistica e debbo dire giustificatissima antipatia per l’Inter,per la squadra degli “onesti”, per la squadra che porta al petto cucito uno scudetto di cartone e per gli osanna di 18 titoli anziché 17 effettivi, ecco è questo che ci rende così poco affabili. Vederli trionfare e dominare non ci ha fatto dormire sonni tranquilli e il risveglio e i telegiornali che mandavano a ripetizione immagini di gioia e di coppe dalle grandi orecchie non ci ha fatto un gran che piacere. Diciamolo pure. Credo però che alla base di tutto ci sia una sostanziale differenza che è quella relativa al nostro dna rispetto a loro,di popolo signore e non certo becero,di popolo realista e non certo irrazionale. Insomma per quanto dura possa essere ma la supremazia di questa squadra è troppo evidente ed è la stessa che vivemmo noi con la nostra super squadra lippiana quando dominavamo l’Europa e il modo come si vinceva anche con qualche svista arbitrale a nostro favore va pure ricordata forse anche perché il calcio è anche questo. La legge del calcio è questa e lo voglio ripetere fino alla noia, anche per loro quest’anno (a dir la verità molto meno evidente dei due anni precedenti) gli “aiutini” arbitrali sono stati minori rispetto agli scandali arbitrali e ai famosi tre uomini in fuorigioco a Siena lo scorso anno. Insomma, il calcio della supremazia aiuta e la fortuna recita una delle parti migliori.Determinanti.
Sembra quasi che te lo faccia apposta. Allora bisogna in modo obiettivo scindere il gioco dalle agevolazioni ma nell’arco di una stagione poi la supremazia territoriale e la forza di gruppo prevalgono sempre sul resto. Ricordo che la Juve di Lippi di sviste ne ebbe tante ma servivano come adesso capita a noi a far parlare con una sorte di invidia e stupore. Noi abbiamo dominato, adesso tocca a loro. La realtà è questa e va accettata così e forse questa triplice vittoria dovrebbe finalmente servire non solo a scrivere la storia dei record ma a destarci e riconsegnarci la giusta determinazione e forza per ripartire e per tornare a quei vertici. Il prossimo anno l’Inter per forza di cose non si ripeterà, il ciclo non finirà di certo ma fisiologicamente avrà delle ripercussioni. In primis la partenza di un uomo determinante come Mourinho che lascerà a chi lo sostituirà una grande responsabilità. Poi il paventato addio anche da parte di Milito, l’uomo della provvidenza che Mou porterà con se,almeno così pare, tuttavia il calcio è come una bella donna che si innamora e fa bene l’amore poi cambia per forza di cose partner e i paragoni col precedente rischiano di incrinare il rapporto. Evidentemente il 22 maggio porta male a Van Gaal che a Roma lasciò col suo Aiax la coppa alla Juve e sabato notte la coppa all’inter. Adesso dobbiamo noi tornare a vivere quelle notti magiche perché è nel nostro dna ma il lavoro è tanto e per Marotta quanto per il suo staff, una sorta d’impresa per ricostruire un ambiente ferito e malconcio. Più difficile appare la lista partenze che non quella in ingresso. Non sto qui a ricordare i papabili per la nuova Juve perché non ho mai amato parlare di calcio mercato ed è certo che la Juve dovrà muoversi ed anche molto bene ma lo spunto iniziale con il quale sono partito sul trionfo dell’Inter serve a farci riflettere su come bisogna fare. Solo il lavoro, quello che in tre anni non si è fatto servirà a cambiare. Ecco una delle medicine, forse la più immediata.























