di Redazione 11/05/2010 10:04
«L’Europa ora è molto più forte». Anche Giulio Tremonti - tradizionalmente poco incline ai trionfalismi - si accoda alla soddisfazione continentale per il piano che dovrebbe aiutare la Ue ad uscire dalla crisi. «Abbiamo temuto non che fosse più debole, ma che alla fine si dissolvesse - ha spiegato il ministro dell’Economia ai microfoni di Sky Tg24 -; invece alla fine ha dimostrato di essere capace di fare il bene di tutti». L’accordo all’Ecofin per salvare i debiti sovrani, quindi, appare come una vera ultima spiaggia, un’occasione che - se fosse stata persa - avrebbe causato un crollo nella zona Euro. «La partita che abbiamo giocato era quasi per la vita o per la morte - ha spiegato Tremonti al direttore Emilio Carelli -. Se fosse fallita avremmo avuto la caduta dell’euro e quindi del dollaro e delle altre monete. Sarebbe stata un catastrofe quasi globale». Palazzo Chigi ricostruisce così quanto successo in Belgio: «Nel corso della frenetica giornata di domenica a Bruxelles, il presidente del Consiglio si era mantenuto in stretto contatto con i suoi principali omologhi europei, con il presidente Barroso, con il commissario Tajani e con il ministro delle Finanze Tremonti. A complicare ulteriormente lo scenario stava contribuendo purtroppo l'improvvisa indisposizione del ministro delle Finanze tedesco. La lotta contro il tempo per arrivare ad un risultato utile prima dell'apertura dei mercati asiatici si faceva, quindi, sempre più serrata. In questo contesto si moltiplicavano i contatti tra le cancellerie e i relativi sherpa, impegnati a trovare una soluzione che potesse soddisfare le rispettive esigenze». Poi, ecco la svolta messa in luce da palazzo Chigi: «A questo punto è arrivata la telefonata del presidente del Consiglio al cancelliere Merkel e successivamente si è materializzata sul tavolo del negoziato una nuova bozza di compromesso, poi tradotta nell'accordo finale. Bozza che ricalcava i concetti e le linee proposti dall'Italia prima del vertice dell'eurogruppo di venerdì scorso, e successivamente condivisi con i principali partners europei. Subito dopo il contatto tra i due leader, il ministro Tremonti a Bruxelles su mandato del presidente Berlusconi, ed in stretta collaborazione con l'omologo francese, ha condotto la parte finale delle trattative».






















