di Redazione 03/05/2010 09:30
Le Camice Rosse a Bangkok non hanno alcuna intenzione di fermare la protesta contro il Governo e hanno diramato un comunicato ufficiale dove chiedono aiuto all'Onu e alle comunità internazionali affinchè vengano in thailandia per controllare l'utilizzo delle armi e dei metodi della polizia thailandese. Il Primo ministro thailandese ha detto che d'ora in avanti userà il pugno di ferro contro la folla che da oltre un mese occupa la zona commerciale di Bangkok. Ma parlando oggi in Parlamento, ha detto che il governo spera di evitare violenze e risolvere con colloqui l'impasse. "Io ed il governo siamo determinati a cercare la riconciliazione e non cederemo", ha detto. Il movimento di opposizione chiede le dimissioni del premier ed elezioni anticipate. Abhisit è sotto forte pressione per metter fine ad una situazione di stallo che dura da due mesi e che ha colpito il turismo e paralizzato la capitale, con la chiusura dei principali negozi e le preoccupazione da parte dei mercati finanziari, oggi chiusi per una festività, per una situazione di agitazione che secondo il ministro delle Finanze se continuasse per tutto l'anno potrebbe costare una perdita del 2% della crescita economica. Alcuni analisti prevendono una guerra civile e quindi il caos generale nella nazione del sorriso che di questi tempi davvero ha perso la voglia di sorridere, una situazione in stalllo ormai da 4 anni che sembra giungere all'ora dei conti. L'amato Re ultraottattenne e da mesi ricoverato in ospedale di certo non aiuta a risolvere la questione, il Paese merita una libertà ed un processo di cambiamento richiesto da tantissimi, dalla stragrande maggioranza dei cittadini ma le differenze tra poveri e ricchi si notano subito e la lotta in strada sarà dura da arginare.























