di Christian Tipaldi 20/03/2010 12:17
Una campagna elettorale avvelenata, toni duri come quasi mai visti, tribunali, minacce, parolacce e offese nei riguardi del Governo e della persona del primo ministro Berlusconi, da parte delle solite facce note, Di Pietro e compagni. New entry, Emma Bonino che pur di farsi intervistare in strada sarebbe disposta a tutto dimostrando anche che lo "spirito pannelliano" è morto da tempo. Bersani per una volta non ha cantato Vasco Rossi, tirando in ballo la Rockstar come fosse lo sfondo musicale di una campagna elettorale mai esistita, e non priva di contenuti ma senza averne uno. Oggi in piazza scenda la Democrazia, quella vera non quella deturpata dal fantomatico Partito Democratico mal visto dal centro destra sicuramente ma che nell'interno della scatola vuota ha trecento correnti diverse e parari che definire discordanti è come fare un complimento ad un bambino per un buon voto a scuola.
Intercettazioni, epiteti, mascalzonate qualunqueste e finti processi mediatici studiati interamente a tavolino da quella stessa sinistra che non accetta e rispetta il voto popolare, ma che ancora non ha capito che non c'è nulla da fare, il popolo italiano ha scelto, sia nelle urne che nell'azioni quotidiane: non sono servie escort tirate in ballo con tanto di premio finale, vedasi presentazioni di "libri" e "film" sul tappeto rosso-i di venezia, che grazie al sindaco Cacciari hanno avuto luogo anche in laguna. Che non si dica che in italia manchino le opportunità. A Roma non si gioca una "partita" come molti definiscono, a Roma oggi si scende in piazza, educatamente con rispetto e senza incendiare auto o prendere di mira negozi americani per far vedere che questa nazione è anti-americana, senza preoccuparsi dei danni veri d'immagine e del Turismo che possano queste azioni creare.
500.000 previsti, compresi gli abitanti dell'abbruzzo, colpiti da uno dei più terribili terremoti della storia italiana e che oggi scendono a roma per una volta per ringraziare. Sono ben lontani dai 24.000 dichirati dalla questura per la manifestazione tra il viola (da sempre etichettato come il colore della sfiga), e qualche gruppetto sparso qua e la in una assolata giornata romana. Un sabato non tra amici, visto che per la prima volta al mondo c'erano più bandiere che spettatori e di colori diverse. Ieri, nel primo pomeriggio è stata montata la copertura (pari a circa 400 metri) del maxi palco con strutture layer allestito in fondo alla piazza. Arriveranno pullman da tutta Italia (2 mila prenotati), persino due treni Frecciarossa da Torino (per l'occasione ribattezzati "freccia azzurra" organizzati dal coordinatore piemontese Enzo Ghigo). I cortei saranno due, il governo presenzierà in massa. A fare da colonna sonora ci sarà l'orchestra di Demo Morselli (come il 2 dicembre del 2006). Nessuno si azzarda a fare numeri, un pò per scaramanzia, un pò perchè, spiegano in ambienti del Pdl, «le previsioni poi si ritorcono sempre contro». Salvo cambiamenti dell'ultima ora, i due cortei partiranno alle 15 rispettivamente dal Circo Massimo e da Largo dei Colli Albani (quest'ultimo sarà quello organizzato dal movimento giovanile del partito, con a capo Giorgia Meloni e Francesco Pasquali) che confluiranno intorno alle 17 in piazza San Giovanni in Laterano, dove inizierà il comizio del Cavaliere. Intorno alle 18, il premier inviterà sul palco i 13 candidati-governatore del Pdl per firmare un patto del fare davanti agli elettori tra il governo nazionale e quelli regionali. La conclusione della kermesse è prevista per le 19.
L'italia di oggi, quella che ha votato civilmente, quella che rispetta la legge e crede che un futuro migliore si può avere solo con le idee e la diplomazia internazionale, con il rispetto dei programmi elettorali e non con le parolacce e più meschini attacchi personali rivolti al " nemico " e non come in ogni paese civile chiamato avversario politico. Sarà la volta buona che anche i benpensanti oggi riconoscano che questo grande Paese non può essere in continua guerra interna, che al di la del colore e credo politico, ci si possa mettersi seduti intorno ad un tavolo e discutere "civilmente" nel vero interesse del paese e non personale?























