di Jareethip KonKong / Foto: Christian Tipaldi 27/02/2010 10:36
La Corte suprema thailandese ha deciso di sequestrare oltre la metà del patrimonio dell'ex premier Thaksin Shinawatra. L'uomo è stato infatti giudicato colpevole di aver approfittato del suo ruolo di potere per arricchirsi personalmente. Il sequestro interessa beni per un valore di 1,4 miliardi di dollari a fronte di una fortuna personale pari a 2,3 miliardi di dollari. I giudici hanno stabilito che l'ex capo del governo, mal visto dalla famiglia Reale thailandese e magnate delle telecomunicazioni potra' conservare solo il patrimonio azionario detenuto prima del 2001, anno in cui e' diventato primo ministro, per un valore di 30,2 miliardi di baht. Deposto da un colpo di Stato nel 2006, Thaksin si trova attualmente in esilio e non puo' rientrare in Thailandia, dopo una condanna per appropriazione indebita e conflitto di interessi per aver favorito la sua compagnia, la Shin Corp, durante gli anni passati al potere. Le tensioni in Thailandia sono ancora elevate e la corte ha impiegato molte ore per pronunciare il verdetto e molte forze di sicurezza erano pronte ad intervenire per paura di scontri con i sostenitori del’ex Primo Ministro, riconoscibili per indossare maglie di colore rosso, qualora il verdetto fosse a sfavore del politico in esilio. Decine di migliaia gli agenti di polizia sono stati aggiunti alle ormali forze dell’ordine per vigilare nella capitale Bangkok e nell’immediata provincia e anche nelle zone a nord-est del paese del sud-est asiatico, da dove provengono la maggior parte dei sostenitore di Shinawatra. Thaksin, che oggi aveva ribadito la sua innocenza sul suo sito su Twitter e facendo una videoconferenza, era stato eletto nel 2001 e destituito nel settembre 2006. Dal 2008 vive in esilio per sottrarsi ad una condanna di due anni per malversazione per una altra vicenda. L'aria che si respira tuttavia a Bangkok e nel resto del Paese sembra tranquilla, è solo una questione prettamente "politica" e non sociale, anche perchè dopo i dati confortanti dell'economia thailandese e del turismo tornata come prima meta per gli Italiani ed Europei, non si vuole far rimpiombare la Regione nel caos.
























