di Redazione 15/01/2010 11:13
Sono stati presentati il 14 gennaio 2010 in conferenza stampa dai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale in via Anicia a Roma i reperti archeologici recuperati a New York che stavano per essere battuti all’asta da Christie’s per un valore base di cinquecentomila euro.Tra le opere trafugate, un affresco appartenente ad una villa romana di Boscoreale sulle pendici del Vesuvio, oggetto di studio nel 1957 e un cratere corinzio a colonnette frutto di uno scavo clandestino, che prima di giungere in America, aveva fatto un viaggio in Giappone dove era stato acquistato da un museo nipponico e poi rivenduto, dal noto trafficante Giacomo Medici, a New York. Le indagini sono state condotte dai Carabinieri del Tpc in collaborazione con Immigration and Customs Enforcement, autorità doganali svizzere.
Oltre ai due rinvenimenti di maggiore interesse culturale, i Carabinieri hanno scoperto che nei traffici illeciti condotti da Giacomo Medici in Svizzera erano stati trafugati ben 137 reperti archeologici degli oltre 500, tutti di estimabile valore archeologico. Tutti portati via dalla zona in cui erano conservati facendo perdere in questo modo la storia che avrebbero potuto raccontare o l’aiuto che avrebbero potuto dare, e che ogni volta viene tolto agli esperti del settore che cercano di costruire un tempo che non c’è più. L’affresco (80x60) può essere ascrivibile al I secolo a.C. perché in II stile pompeiano - stile artistico affermatosi a Pompei in cui le decorazioni murali avevano un effetto prospettico e per questo detto anche stile architettonico (venivano dipinte colonne, finestre) diffusosi in seguito nelle ville a Roma, es. Villa di Livia, la Casa nei pressi della Farnesina, la Casa dei Grifi - e raffigura una “ministra sacrificante”. Strappato dal suo luogo natio prima del 1997, dove con molta probabilità decorava le immense pareti di una sontuosa villa, è rimasto in ottima stato di conservazione perché coperto dalla lava. Insieme al cratere ‘ha girovagato un pò in tutto il mondo’, cosi come afferma Giovanni Nistri, comandante dei Carabinieri Tpc.

























