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Testata giornalistica Aut. Tribunale di Roma n.32/2006



Direttore Responsabile Christian Tipaldi

Bruce Springsteen dedica una canzone all'Abruzzo
Il divo Bruce si scatena in un Olimpico infiammato, in 40.000 per un grande concerto di 3 ore.
20/07/2009 12:14

 

 

 

Una grande serata, un grande concerti, una festa forse rovinata per i problemi all'uscita dei cancelli "chiusi" e la folla dei 40 mila che cercavano di tornare a casa. Messo da parte un problema di ordine pubblico, meglio parlare della serata del Boss, un grande regalo per gli amanti del Rock e dei suoi fans di ogni età e generazione. Alcuni dei titoli, come ormai accade in tutti i concerti dal tour di Magic sono «scelti» dal pubblico, che porta cartelli con i propri «desiderata». Bruce raccoglie i suggerimenti, ne sceglie qualcuno ed esegue. A Roma ecco quindi Pink Cadillac, I'm On Fire, Surprise e Prove I All Night. Chiusura d'obbligo con Born To Run a luci accese sul pubblico che canta, braccia al cielo, il ritornello («... tramps like us, baby we were born to run») prima dei bis che si aprono con la dedica per i terremotati. «Questa è una canzone per la gente d'Abruzzo» dice Springsteen prima di cominciare My City of Ruins brano di The Rising eseguito la prima volta nel concerto per la raccolta di fondi dopo la tragedia delle Torri Gemelle. Un gruppo di ragazzi abruzzesi aveva consegnato una richiesta al chitarrista della band, Steve Van Zandt, ospite di una radio romana. Sono stati ripagati con una delle più belle canzoni scritte negli ultimi anni dal Boss.

 

 

 

Bruce è un grande artista, uno che nella sua lunga carriera non ha mai deluso, mai fatto scivoloni, anzi ha dato una testimonianza impressionante di coerenza e continuità. E, se i dischi parlano chiaro a proposito di questo suo cammino artistico, le prove dal vivo sono sicuramente la situazione in cui il suo talento riesce a esprimersi al meglio, più compiutamente. Una festa del rock sano e puro, senza artifici, senza costruzioni abbacinanti, senza gettare fumo negli occhi, c’è solo la musica che colpisce dritto al cuore, una sferzata di titoli tratti dal songbook personale ma che riservano sempre qualche sorpresa, omaggi distribuiti ai colleghi del passato che non sono mai mancati e continuano a non mancare neppure in questo tour come annunciano i concerti già fatti nel resto d’Europa, dove sono affiorati all’improvviso classici presi a prestito da John Lee Hooker, dai Creedence Clearwater revival come Proud Mary, classici come Twist & shout, Pretty woman di Roy Orbison, Wild thing dei Troggs e riletti con la generosità e il trasporto di chi fa musica per divertirsi insieme a un gruppo di amici. Grande palco montato ai piedi tribuna Tevere, maxischermo e passerella per tre ore tese di musica. La scaletta sarà, in parte, una sorpresa. Probabilmente l'attacco sarà Outlaw Pete, il pezzo che apre anche l'album Working on a dream, da cui il Boss proporrà un altro paio di brani Quasi certe Born to run e The river. Starà ai fan dare i suggerimenti di scaletta più azzeccati: il rocker lascial a possibilità ai fan di indicare con cartelli i titoli dei pezzi desiderati. E lui con la band - il fido Little Steven e Clarence Clemons, Roy Bittan, Nils Lofgren e Max Weinberg rientrato nel gruppo dopo la temporanea sostituzione da parte del figlio Jay - deciderà chi accontentare. Finora il Working on a dream tour, partito in marzo, ha totalizzato 1,5mln di biglietti venduti mentre sono state aggiunte altre 25 date al tour Usa che si concludera' il 15 novembre a Milwaukee. Ogni concerto riserva sorprese perche' la sezione dedicata ai brani a richiesta del pubblico e' diventato uno show nello show. Ho ancora una gran voglia di far impazzire la gente sotto il palco - racconta Springsteen - Dal vivo voglio intrattenere il pubblico, regalargli gioia e divertimento, ma voglio anche che lo show rifletta i tempi che stiamo vivendo. Spero che "Working on a Dream" sia riuscito ad afferrare l'energia espressa dalla band reduce da alcuni fra i più eccitanti show che abbiamo mai fatto. Tutte le canzoni sono state scritte in pochissimo tempo, abbiamo utilizzato quasi tutte prime registrazioni e ci siamo davvero divertiti a fare questo disco dall'inizio fino alla fine». Anche se, in realtà, durante le tre ore di live saranno solo due o tre i pezzi chiave dall'ultimo album.
 
 
 
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