di Stefano Tipaldi 10/07/2009 10:06La stagione 2009-10 della Juventus è ufficialmente cominciata. A Vinovo i bianconeri si sono radunati per partire alla volta di Pinzolo dove la squadra resterà in ritiro per svolgere la preparazione in vista dell'avvio del campionato. Grande entusiasmo attorno alla squadra di Ferrara, con alcuni volti nuovi e la sensazione che presto altri se ne aggiungeranno. In mattinata i giocatori hanno sostenuto le visite mediche mentre appena arrivati in Trentino si è subito svolto il primo allenamento per prendere un po' di confidenza con la corsa e con il pallone. A questa prima fase del ritiro non partecipano i nazionali italiani. Primo assaggio di Diego per i tifosi della Juventus: il fantasista brasiliano arrivato dal Werder Bremen è stato presentato a Pinzolo e ha subito reso omaggio al capitano bianconero Alessandro Del Piero. "Ho il privilegio di giocare con un genio, il genio di Del Piero. Io lui insieme non saremo un problema ma la soluzione - ha detto il 24enne che si è dovuto 'accontentare' della maglia numero 28 - 2+8 - e che con Del Piero dividerà anche i calci piazzati -. Non è importante chi calcia le punizioni, questo è solo un dettaglio, l'importante è che ci sia l'imbarazzo della scelta".
In ogni caso l'attenzione dei tifosi della Juve, al momento, è puntata soprattutto sul nuovo gioiello. Diego che viene presentato ufficialmente proprio nel primo giorno di ritiro. ma a suo modo già la presentazione delle nuove maglie, è stata l'occasione di mostrare intenti e propositi di stagione. La prima divisa, quella con classiche strisce bianconere, si ispira a quella del «quinquennio» 1930-1935, quando la Juve di Sivori e Charles conquistò 5 scudetti consecutivi; la seconda ha come «musa ispiratrice» Gianni Agnelli. Una maglia color «acciaio» suggerita dalla celebre frase detta dall'Avvocato prima della finale di Champions League 1996 contro l'Ajax: «Se loro sono una squadra di pittori fiamminghi, noi saremo dei piemontesi tosti». Insomma, la Juventus vuole essere più tosta e indomabile dell'ultimo anno, cercando queste qualità nel proprio dna. «È nella storia della Juve la caratteristica di non mollare mai. La Juve non vuole e non vorrà perdere nessuna partita, che siano gare di Champions o di campionato ma anche semplici amichevoli. Anche quando la Juve non era la più forte sulla carta guardando i singoli, è riuscita a vincere grazie a queste caratteristiche». Quanto al suo impegno, Ferrara si dice motivato ma non preoccupato: «Quando diventi allenatore della Juventus, le responsabilità sono grandissime ed è meglio lavorare con giocatori di grande livello. Sono contento, orgoglioso e soddisfatto per le operazioni di mercato fatte e non sento la pressione. È chiaro che allenando la Juventus hai qualche responsabilità in più, ma chi fa l'allenatore deve andare incontro a queste cose».






















