14/03/2009 00:00
A distanza di quattro anni, dopo il successo di Million Dollar Baby che si aggiudicò l’Oscar come miglior film nel 2005, Clint Eastwood torna attore di un suo film, Gran Torino. E lo fa a suo modo, disegnandosi addosso un personaggio rude e scorbutico, che sotto la pellaccia indurita ha una sensibilità silenziosa più profonda di tante altre più rumorose. Il grande “vecchio” di Hollywood realizza una storia che si chiude a cerchio su un coinvolgente spaccato di difficile e possibile integrazione in un’America sempre più multietnica. Una lezione di saggezza dall’ispettore Callaghan. Di saggezza, di tolleranza, di apertura. Dunque di politica. Proprio così: dall’alto dei suoi 78 anni l’ultimo grande classico del cinema americano classico per statura e per linguaggio ci consegna un capolavoro di lucidità e di coraggio. Cinematografico e personale. Sul grande schermo c’è un Eastwood che imbraccia di nuovo il fucile come nei film che lo hanno lanciato a partire dalla cosiddetta trilogia del dollaro di Sergio Leone. Qui l’attore e regista settantanovenne è Walt Kowalski, un reduce della guerra di Corea con una grande passione per la propria auto, una Ford Gran Torino del 1972. Il quartiere dove vive è multietnico e non sopporta molto la presenza degli asiatici. Ma quando si scatena una lotta tra bande giovanili, Walt si allea proprio con i musi gialli, scoprendosi un sentire vicino a questa comunità. In un quartiere multietnico si ritrova anche Massimo Ranieri in “L’ultimo pulcinella”, il terzo film di Maurizio Scaparro. Tratto da un celebre testo teatrale del regista nonché direttore della Biennale Teatro di Venezia (portato in scena 23 anni fa sempre con Ranieri, e ispirato a un’idea di Roberto Rossellini), la pellicola racconta la storia di un ragazzo in fuga da Napoli che arriva a Parigi nel mondo multietnico delle banlieue. Il padre, interprete di Pulcinella per le strade della città partenopea, lo raggiunge e riesce nella capitale francese a ridare vita a un vecchio teatro, a riunire una compagnia di giovani in difficoltà e a recuperare il rapporto con il figlio. Negli Usa il film è stato un successo al box office, finora ha incassato oltre 140 milioni di dollari.






















