Dalla manipolazione genetica di geni della Spagnola e geni di comuni virus influenzali nascono i ‘geni della pandemia’. I nuovi virus influenzali ibridi svelano come la Spagnola seminò morte nel mondo. Gli esperimenti, diretti da Yoshihiro Kawaoka in laboratori di massima sicurezza, sono descritti sulla rivista dell'Accademia Americana delle Scienze PNAS. Diretto da Yoshihiro Kawaoka dell'università del Wisconsin, Madison, il lavoro «potrebbe aiutare a identificare fattori di virulenza di futuri virus pandemici che dovessero fare la loro comparsa - spiegano gli autori su PNAS - fattori che potrebbero essere bersagliati da composti farmacologici antivirali per profilassi e trattamento, di cui vi è urgente necessità, dati gli ostacoli allo sviluppo rapido di un vaccino efficace contro l'influenza pandemica». I geni della pandemia sono risultati essere quelli per il complesso dell«Rna polimerasì, ovvero i tre geni PA, PB1, PB2 che insieme costituiscono il complesso enzimatico responsabile di produzione proteica e replicazione del virus.
Di tutte le pandemie influenzali che si sono avute nella storia, (oltre alla spagnola, l'influenza Asiatica del 1957 e l'influenza di Hong Kong del 1968, la Spagnola, nel 1918, fu la più feroce infettando oltre 500 milioni di persone, pari al 30% della popolazione mondiale, con un tasso di mortalità senza precedenti, del 2,5%, molto superiore a quello dello 0,1% delle altre pandemie influenzali, con 20-50 milioni di morti. La Spagnola colpì preferenzialmente giovani adulti, che invece di solito nelle pandemie influenzali sono il gruppo meno colpito - scrivono ancora gli autori del lavoro. La grande maggioranza dei decessi fu dovuta a emorragia ed edema polmonare acuti, e non a polmonite batterica secondaria.






















