Quest'anno le scoperte 'da Nobel' hanno come protagonisti "due virus che causano gravi malattie nell'uomo", hanno sottolineato gli specialisti della Nobel Assembly in corso al Karolinska Institutet di Stoccolma. Zur Hausen, in particolare, "è andato contro corrente", postulando che il Papillomavirus umano causasse il cancro alla cervice. Lo studioso ha dimostrato che l'Hpv-Dna potesse esistere in uno stato non produttivo nei tumori e che potesse essere rilevabile attraverso specifiche ricerche mirate al Dna virale. Lo scienziato tedesco ha scoperto che dietro l'Hpv c'era, in realtà, una famiglia di virus eterogenei. E che solo alcuni tipi causavano il tumore nell'uomo. Ad annunciare una nuova speranza di terapia contro l'infezione da Hiv è proprio il premio Nobel per la Medicina 2008 Luc Montagnier: si tratta di «un vaccino terapeutico contro l'Aids», i cui primi risultati potrebbero essere pubblicati «entro 3-4 anni» se ci saranno i mezzi finanziari per portare avanti le ricerche sul prodotto.
Il Nobel per la medicina quest'anno è andato a tre studiosi che hanno speso la vita a combattere i virus: Luc Montagnier, Francoise Barrè-Sinoussi, francesi, e il tedesco Harald zur Hausen. Montagnier e Barrè-Sinoussi sono stati premiati per aver isolato, nel 1983, il virus dell'Hiv. Un vaccino terapeutico entro quattro anni: Luc Montagnier è decisamente ottimista sul futuro della ricerca sull'Aids. Con queste parole ha accolto oggi la notizia di avere vinto il Nobel, mentre si trovava in Costa d'Avorio, ad Abidjan, impegnato proprio in una conferenza internazionale sull'Aids organizzata dalla Fondazione che porta il suo nome. L'altro suo pensiero è stato per le persone che convivono con il virus: ha infatti voluto dedicare il premio "a tutti i malati di Aids". "Sono sempre accanto a loro - ha detto - e i ricercatori devono continuare a lavorare".
Montagnier è perfettamente consapevole che la strada della ricerca è ancora lunga: "Lo si vede qui in Africa, dove l'Aids c'é sempre e quindi la lotta continua", ha osservato. "Il mio lavoro di ricerca in questo momento - ha aggiunto - è trovare trattamenti complementari che permetteranno di eradicare l'infezione perché i pazienti vengano trattati in tempi brevi e possano in seguito guarire; ciò vuol dire, cioé, che il loro sistema immunitario possa controllare l'infezione". La sua scoperta - affermano gli studiosi dell'Assemblea dei Nobel - ha portato alla caratterizzazione della storia naturale dell'infezione, alla comprensione dei meccanismi della cancerogenesi indotta dall'Hpv e, alla fine, allo sviluppo di vaccini profilattici contro il Papillomavirus". La Barré-Sinoussi e Montagnier sono stati premiati per "aver scoperto l'Hiv. La produzione virale è stata identificata - si ricorda nelle motivazioni del premio - nei linfociti dei pazienti con linfonodi allargati nei primi stadi dell'immunodeficienza acquisita, e nel sangue di pazienti con la malattia in fase avanzata". Gli scienziati "hanno caratterizzato questo retrovirus come il primo lentivirus umano noto, basandosi sulle sue proprietà morfologiche, biochimiche e immunologiche". Oltre 25 milioni di persone sono morte di Aids nel mondo dall'81; più di 33 milioni sono i sieropositivi.























