È morto Paul Newman, uno dei più noti attori di Hollywood, indimenticabile protagonista di film come «La stangata», «Lo spaccone» e l'ultimo, «Era mio padre», diretto nel 2002 da Sam Mendes. Lo ha detto Vincenzo Manes, presidente della fondazione Dynamo Camp di Limestre (Pistoia), che fa parte dell'organizzazione internazionale di solidarietà fondata dall'attore americano. Al momento però la notizia non ha altre conferme. «Stamani alle 7.30 ho ricevuto una mail dall'America che mi ha fatto sapere che Paul Newman non è più tra noi» ha detto Manes alla festa annuale della fondazione. I presenti hanno risposta alla notizia con un applauso durato alcuni minuti. Nato e cresciuto nell'Ohio, vicino a Cleveland, Paul era figlio del proprietario di un negozio di articoli sportivi, a sua volta figlio di emigranti europei, e di una donna ungherese. Giovanissimo si è arruolato nella Naval Air Corp sperando di diventare pilota, ma non ci è riuscito per un problema alla vista. Nel 1949 ha sposato Jackie Witte ed è stato allora che ha deciso di intraprendere la carriera di attore; dal matrimonio sono nato tre figli, ma l'unico maschio, Scott, è morto nel 1978 per overdose. Dopo aver frequentato per meno di un anno la scuola d'arte drammatica della Yale University, Paul si è iscritto all'Actor's Studio di New York e ha debuttato nel 1953 in un teatro a Broadway in «Picnic», opera resa famosa dall'omonimo film. L'esordio cinematografico nel 1954 in «Il calice d'argento». Allora il The New Yorker scrisse: «Recita la sua parte con il fervore emotivo di un autista di autobus che annuncia le fermate locali». Le condizioni di salute dell'attore, 83 anni, malato da tempo di cancro, erano peggiorate negli ultimi giorni, tanto che Newman, aveva chiesto di poter tornare a casa, dall'ospedale dove era in cura a New York. Aveva deciso e organizzato tutto nella sua stanza dell'ospedale prima di uscire per morire nella propria casa. Venduta la ferrari che amava tanto, case, appartamenti e altre proprietà divise tra le figlie e la moglie ma queste sono solamente la parte "tecnica" e fiscale dell'addio del bello di Hollywood. Con la porte di Newman, il cinema perde un tassello fondamentale di quel cinema americano così amato e visto in ogni parte del globo. Muore una immagine di quel forte, bello e bravo attore, tra i più bravi nel mondo che hanno segnato con grande maestria e lustro le pellicole che hanno fatto la storia del cinema.























