Grave incidente aereo che questa mattina a Islamabad ha visto protagonista un aereo della compagnia privata Air Blue , partito da Karachi e diretto a Islamabad, con 152 passeggeri a bordo. Poco prima il velivolo aveva perso il contato con la torre di controllo dell'aeroporto internazionale di Islamabad."Pioveva e dalla finestra del mio ufficio ho visto l'aereo che volava molto in basso", ha raccontato un testimone". La televisione pakistana ha mostrato le immagini di un elicottero che volteggiava sull'area che si presume sia quella del sinistro, una zona dalla folta vegetazione da cui si levavano le colonne di fumo. Almeno 5 corpi sono gia' stati recuperati. L'aereo e' precipitato a Margla Hills a crica 2 chilometri dal centro. Parvez George, portavoce dell'Autorita' dell'aviazione civile, ha spiegato che il velivolo apparteneva alla compagnia privata Air Blue. Il portavoce ha spiegato che a bordo c'erano 152 persone, di cui 146 passeggeri e 6 di equipaggio. "L'aereo stava volando da Karachi a Islamabad - ha spiegato George - e ha perso contatto con noi intorno alle 9.45 ora locale" (le 6 e 45 ora italiana). Elicotteri stanno portando squadre di soccorso per raggiungere i rottami dell'aereo. Secondo un corrispondente dell'emittente tv Ibn-Cnn di New Delhi, i soccorritori avrebbero trovato almeno otto persone ancora in vita nel luogo dell'incidente dell'aereo. Gli otto, ha precisato il giornalista, sono stati trasferiti in ospedale. Non è sopravvissuta nessuna delle 152 persone che erano a bordo dell’aereo di linea. La notizia, annunciata dal capo della Polizia della capitale, è stata confermata dal Ministro degli Interni pachistano. "Tutti i corpi sono stati trovati. Secondo le informazioni che abbiamo erano 149 le persone a bordo, anche se rimane difficile fornire un numero esatto dal momento che la maggior parte dei corpi è mutilata", ha dichiarato il poliziotto, Bani Amin. L'aviazione civile, invece, avrebbe segnalato che erano 152 le persone che si trovavano a bordo del velivolo. La conferma dell'immane tragedia è arrivata anche dal Ministro degli Interni, Rehman Malik, che ha riferito all'emittente televiva locale "Express Tv" che "Nessuno è sopravvissuto".
Una domenica elettrizzante, le due Ferrari tagliano il traguardo prendendosi meritatamente il primo e secondo posto di un bel gran premio in Germania. l via Vettel ha marcato stretto Alonso stringendolo verso l'esterno della pista e questo ha consentito a Massa di superarlo alla sua sinistra. Subito dopo è passato anche Alonso. Quindi, dopo il via le posizioni di testa sono: Massa, Alonso, Vettel, Hamilton e Webber. Al 17° dei 67° giri è in testa Button che però deve rientrare ai box. Seguono i due ferraristi che sono già rientrati ai box per il primo pit-stop. La Ferrari ha testato con successo la soluzione durante le libere in Germania, allo stesso sistema stanno lavorando anche Renault e McLaren, ma le monoposto di Webber e Vettel al momento sembrano sempre conservare un certo margine sulla concorrenza. La Ferrari ha riaperto il Mondiale di F.1. Merito della doppietta nel GP di Germania con Fernando Alonso davanti a Felipe Massa. Terzo posto per la Red Bull di Sebastian Vettel. Poi Hamilton e Button.
Un cartellone imperdibile per il Festival di Settembre dell'Accademia di Santa Cecilia: un affondo nel corpus sinfonico beethoveniano delle Nove Sinfonie, che, dirette dalla magistrale bacchetta di Kurt Masur, dal 2 al 24 settembre saranno eseguite dall' Orchestra e Coro dell'Accademia in quattro concerti con replica. Kurt Masur, 82 anni vissuti con tutta l'energia e la passione di chi si è dedicato interamente alla Musica, incarna la grande tradizione musicale tedesca ed ha conquistato il pubblico non solo in Europa (dove è stato anche Direttore principale della London Philharmonic Orchestra e, ultimamente, dell'Orchestre National de France) ma anche negli Stati Uniti, dove ha diretto per undici anni la New York Philharmonic Orchestra. Animato da una visione profonda dell'opera di Beethoven, così si esprime il maestro: "Affrontare l'integrale delle Sinfonie è come raccontare la storia dell'umanità, con le sue gioie e i suoi dolori. Ogni volta che dirigo la Prima, ad esempio, mi rendo conto che nessuno in quegli anni avrebbe potuto scrivere qualcosa di così audace e folle, quasi visionario; così come la Seconda è la più mozartiana che richiama continuamente Il Flauto Magico. L'Eroica, invece, è una fotografia lucidissima sugli eventi dell'epoca che prelude, quasi ineluttabilmente, alla tragicità della Quarta. Con la Quinta Beethoven apre un suo diario personale, con la sua lotta contro la sordità incombente che lo allontanava dalla convivialità ma lo portava piuttosto a stare con la natura, stato d'animo che dipinge meravigliosamente nella Sesta. Così fino alla Nona dove nonostante l'Inno alla gioia si riscontra una profonda insoddisfazione dell'autore che sembra chiedere a Dio perché non si accorga dell'infelicità che affligge da sempre l'umanità". Di Masur, che per la prima volta si misura con l'esecuzione integrale delle Sinfonie, sono giudicate memorabili le direzioni, sempre a Santa Cecilia, della Prima, Quarta, Quinta e Nona Sinfonia quando prese parte nel 2007, insieme a Prêtre e Janowski, al Festival dedicato dall'Accademia al genio di Bonn. Il Festival beethoveniano si aprirà il 2 e 3 settembre con le prime tre Sinfonie; proseguirà, il 9 e 10, con l'esecuzione della Quarta e Quinta Sinfonia e poi, il 16 e 17, con la Sesta e la Settima per concludersi il 23 e 24 settembre con l'Ottava e la Nona Sinfonia con il conclusivo Inno alla Gioia di Schiller messaggio universale di fratellanza e di pace, forse la composizione più famosa della storia della musica, considerata dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità. Data l'eccezionalità dell'evento, il costo dei biglietti è stato tarato per permettere una vasta partecipazione: i giovani al di sotto dei 30 anni avranno uno sconto del 50 % sull'abbonamento.
Ha i giorni contati la rovente ondata di caldo iniziata il 2 luglio anche se tra giovedì e venerdì le temperature subiranno una nuova impennata, specie sulle regioni centro-meridionali. Lo afferma il meteorologo, Mario Giuliacci, secondo il quale, a seguito dell'arrivo di una fresca perturbazione atlantica, dopo questo rialzo "il caldo abbandonerà la penisola definitivamente, sabato prossimo al Centro nord e, domenica, anche al Sud". Secondo Giuliacci "l'ondata in corso, in base a un primo bilancio, si colloca al 6/o posto tra quelle più intense degli ultimi 10 anni". In merito ai valori massimi fin qui raggiunti in alcune città della penisola tra il 2 e il 20 luglio, hanno raggiunto - riferisce ancora l'esperto - 38 gradi a Trapani, Perugia, Taranto; 37 a Cagliari, Firenze, Verona, Grosseto, Bologna, Bolzano, Olbia; 36 a Bergamo, Reggio C., Viterbo, Catania, Brescia, Trieste, Ancona, Piacenza, Genova; 34 a Milano, Pescara, Napoli, Rimini, Udine. "Quindi - afferma Mario Giuliacci - un'ondata di caldo notevole per intensità e durata ma senza che sia stato battuto alcun record e senza che il termometro abbia raggiunto la soglia di 40 gradi in alcuna località della penisola". "Già da venerdì - aggiunge il meteorologo - vi sarà una diffusa e intensa attività temporalesca su Alpi, Piemonte, Lombardia e Venezie (tranne le coste), per l'arrivo dell' avanguardia della perturbazione.
Ancora in crescita il numero delle separazioni e dei divorzi nel nostro paese: in un anno (nel 2008 sul 2007) sono aumentati rispettivamente del 3,4% e del 7,3%. Entrambi i fenomeni - rileva l’Istat - sono «in continua crescita: dal 1995 si verificavano 158 separazioni e 80 divorzi ogni mille matrimoni, nel 2008 si arriva a 286 separazioni e 179 divorzi». La durata media del matrimonio, al momento della separazione, è di 15 anni mentre per i divorzi di 18 anni. Secondo la rilevazione dell’Istat presso le cancellerie dei 165 tribunali civili, nel 2008 le separazioni sono state 84.165 e i divorzi 54.351. L’età media alla separazione (via via è aumentata negli anni anche a causa della posticipazione delle nozze) è di 45 anni per i mariti e di 41 per le mogli; in caso di divorzio raggiungono rispettivamente 46 e 43 anni. A livello regionale si va da un valore minimo di 186,3 separazioni per mille matrimoni che caratterizza il sud ad un massimo osservato nel nord-ovest con 363,3. Di solito il procedimento scelto dai coniugi è quello consensuale: l’86,3% delle separazioni nel 2008 e il 77,3% dei divorzi. Nel 70,8% delle separazioni e nel 62,4% dei divorzi si è trattato di coppie con figli; nel 78,8% dei casi si è fatto ricorso all’affido condiviso e solo nel 19,1% dei casi i figli sono stati affidati esclusivamente alla madre. Rispetto al 1995 le separazioni sono praticamente raddoppiate (+101%) e i divorzi sono aumentati di oltre una volta e mezza (+61%). L’aumento delle separazioni riguarda anche le coppie miste ma con ritmi ridotti. L’apice si è toccato nel 2005 quando erano state 7.536 contro le 4.266 del 2000, con un incremento quindi del 76,7%.
È finalmente cominciata l'era del libro elettronico: a testimoniarlo sono gli ultimi dati di vendita pubblicati da Amazon, la maggiore libreria online, i quali svelano come gli ebook vendano ormai di più rispetto alle controparti cartacee. Nella scorsa primavera, ogni 100 libri in brossura sono stati venduti 143 ebook; nel mese di giugno, poi, il sorpasso è diventato ancora più consistente, con 180 ebook venduti ogni 100 libri. Occorre tuttavia precisare che questi dati si riferiscono soltanto alle prime edizioni, dunque il sorpasso al momento si limita ai nuovi titoli mentre per le ristampe la carta detiene ancora il primato. È comunque evidente l'indicazione di una nuova tendenza, che Amazon attribuisce - per bocca di Jeff Bezos, Ceo della società - al taglio dei prezzi imposto al Kindle (da 259 a 189 dollari), il lettore di ebook prodotto da Amazon stessa. Da tutto ciò sembra di poter dedurre una conseguenza significativa: il lancio dell'iPad non avrebbe rappresentato un colpo così duro per il Kindle, le cui vendite avrebbero anzi continuato comunque ad aumentare. Pur non essendoci dati pubblici circa il numero di Kindle acquistati, secondo gli analisti Amazon nel 2010 arriverà a vendere 3,7 milioni di esemplari del proprio e-reader; non sono pochi, dopotutto, quelli che preferiscono la tecnologia e-ink adottata dai grandi come Amazon e Apple.
Una livornese di 42 anni, madre di una bimba di 4 anni, lotta tra la vita e la morte in ospedale a Livorno: il suo sistema nervoso è stato aggredito dalla cosiddetta encefalite da prione, una particella infettiva proteica che colpisce il cervello. Un caso, dunque, di mucca pazza nell'uomo. Lo riporta il quotidiano 'Il Tirreno'. E' questa la terribile diagnosi che sarebbe emersa dagli esami a cui la donna è stata sottoposta. La signora, madre di una bambina di quattro anni, è malata da anni della cosiddetta encefalite da prione. Dall'istituto neurologico Besta è stata trasferita all'Hospice della località toscana. Al momento, spiegano gli specialisti, non esistono cure per la variante umana della sindrome di Creutzfeldt-Jacob. Si tratta del secondo caso in Italia dopo la signora siciliana che si è ammalata nel 2002. La donna è stata seguita dal Besta nell'inarrestabile decorso della malattia neurologica che l'ha ridotta oggi in fin di vita. Al momento, spiegano infatti gli specialisti, non esistono cure. La variante umana della malattia della mucca pazza è comparsa 14 anni fa in Gran Bretagna, dove è stata subito associata al consumo di carne di animali colpiti dall’Encefalopatia Spongiforme Bovina (Bse). La forma umana è considerata una variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob (Cjd) ed il suo nome è stato ufficializzato come «nuova variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob» (vCjd) nel 1997, da un articolo pubblicato sulla rivista The Lancet. A scatenare la malattia nell’uomo è l’alterazione di una proteina naturalmente presente nell’organismo, chiamata prione. Dopo il notevole aumento dei casi della malattia sia nei bovini che nell’uomo, concentrato soprattutto fra il 1996 e i primi anni 2000, da qualche anno si registra un notevole rallentamento nella diffusione della malattia sia negli allevamenti e altrettanto rari sono i casi della forma umana. Proprio nei giorni scorsi il commissario europeo alla Salute, John Dalli, ha dichiarato che l’Europa è uscita vincente dalla lotta contro la malattia, che nel 2009 ha fatto registrare 59 negli allevamenti degli Stati membri. L’ultimo caso di Bse in Italia risale al 2008, in Piemonte e l’unico decesso nell’uomo risale al 2002.
E' morto venerdì pomeriggio Mino Damato, popolare giornalista e conduttore tv. Era nato a Napoli nel 1937. Lo si è appreso oggi dalla famiglia. Assente da tempo dal piccolo schermo, negli ultimi anni si era impegnato nella lotta contro l'Aids e nel campo del volontariato e della solidarietà.Mino Damato era diventato inviato per la Rai, realizzando molti servizi per il Tg1 da zone di guerra, come la Cambogia, il Vietnam, l'Afghanistan da dove ha realizzato la prima diretta televisiva durante l'invasione sovietica. Dagli anni Settanta agli anni Ottanta è stato autore e conduttore di trasmissioni come Avventura, Racconta la tua storia, In viaggio tra le stelle e ancora Tam Tam, Italia Sera, Domenica In, programma di cui si ricorda una sua camminata a piedi scalzi sui carboni ardenti, e Esplorando. Dal 1988 al 1990 ha ideato, realizzato e condotto Alla ricerca dell'Arca, trasmissione che ha ricevuto 3 Telegatti. «Mino era un uomo che guardava in alto cercando la sua luna senza fare come quelli che si fissano il dito», ha detto la famiglia in un comunicato. «Il suo sogno era quello di poter interpretare questo mondo scoprendone di nuovi, sia che fossero nello spazio - quello spazio da lui tanto amato e che simboleggiava il futuro e dunque la speranza - sia che scavasse con gli occhi e con la coscienza nei drammi della storia contemporanea. Ha vissuto da esploratore e pioniere mediatico, scientifico e anche politico e si è esposto al giudizio e alle critiche, spesso ingiuste, che vengono indirizzate solo a chi non vive di conformismo e banalità. Ha sempre indicato una strada davanti a sé. Non tutti hanno avuto il coraggio di seguirla. La sua solitudine è stata un segno distintivo di questi tempi aridi. Per Mino e per tutti quelli che gli vogliono bene, questo viaggio non avrà mai fine». ntrò alla Rai nel 1968, fu inviato in zone di guerra (Vietnam, Cambogia, Afghanistan) e fece parte della redazione del Tg1. Nel 1985-1986 condusse una particolare edizione di Domenica In, trasformando il tradizionale spettacolo della domenica pomeriggio di Rai 1 in una trasmissione più giornalistica e divenne celebre una sua camminata in diretta sui carboni ardenti. Tra il 1988 e il 1990 condusse la trasmissione di cultura, mistero e attualità Alla ricerca dell'Arca. Negli anni Novanta lasciò la televisione e si diede alla politica e all'impegno civile con la creazione della Fondazione bambini in emergenza. Adottò una bambina romena affetta da Aids che morì alcuni anni dopo. Nel 1999 si candidò al Parlamento europeo nelle liste di Alleanza nazionale e fu il primo dei non eletti nella circoscrizione Centro. L'anno dopo per lo stesso partito venne eletto nel Consiglio regionale del Lazio ma poi passò al gruppo misto. Nel 2005 tentò nelle liste di Forza Italia ma non fu eletto. Alle comunali di Roma 2008 costituì una lista di sostegno a Rutelli.
Il fondatore di Facebook,Mark Zuckerberg, è di nuovo nei guai. Stavolta per la comparsa di un fantomatico uomo che rivendicherebbe diritti sul social network. Si chiama Paul Ceglia, newyorkese di Wellsville, e ha depositato una causa affermando di possedere l’84% del sito. Pare infatti che l’uomo abbia fatto ricorso al tribunale, spiegando che nel 2003 aveva firmato un contratto con il fondatore di Facebook per lo sviluppo di un sito, che si sarebbe successivamente chiamato Facebook. Per il pagamento erano previsti mille dollari più il 50 per cento delle azioni del prodotto finale, thefacebook.com, appunto. Cui, tra l’altro, si aggiungeva un altro 1 per cento in più, per ogni giorno speso da Ceglia nel completamento del sito. Una quota totale di interessi che avrebbe portato l’uomo a detenere l’84 per cento del sito stesso. Ma ci sono alcune anomalie nelle date indicate da Ceglia per il periodo di validità del contratto per thefacebook.com: come affermato dallo stesso, questo coprirebbe il periodo compreso tra il 28 aprile 2003 e il primo gennaio 2004. E i conti non quadrano, dato che la registrazione del dominio Facebook è avvenuta solo nel gennaio 2004. “Crediamo che questa causa sia completamente frivola e la combatteremo fermamente” fa sapere il portavoce di Facebook Barry Schnitt che, tra l’altro, ha già richiesto l’archiviazione del caso.Accusa effettivamente discutibile, considerando i trascorsi di Ceglia, già accusato in passato per truffa.dal procuratore generale di New York Andrew Cuomo.
Il vero vincitore dei mondiali di calcio sul campo è stata la Spagna, ma a trionfare con 8 punteggi pieni è stato Paul, il famoso polpo indovino che ha azzeccato tutti i pronostici un giorno prima di ogni evento.ntanto, sulle origini di Paul e' scoppiato un piccolo giallo. Secondo Verena Bartsch, una 22/enne tedesca dipendente di un altro acquario - il Sea Star di Coburgo (Sud) - e' stata lei stessa a catturare Paul, lo scorso aprile, nelle acque dell'isola d'Elba, quando il polpo aveva solo quattro settimane ed era lungo appena dieci centimetri. Il Sea Star ha poi venduto Paul al Sea Life il mese scorso, ha raccontato la Bartsch durante un'intervista al domenicale Bild am Sonntag. Ma questa versione contraddice la biografia ufficiale fornita dall'acquario di Oberhausen, secondo cui il polpo ha due anni e mezzo ed e' originario di Weymounth, in Inghilterra. Un portavoce dell'acquario, da parte sua, ha confermato che Paul e' inglese, spiegando che il piccolo polpo acquistato a giugno e' stato inviato ad un acquario di Speyer, nel Sud della Germania. L'acquario, inoltre, non ha dubbi: nonostante le richieste - secondo la Bild una citta' spagnola ha gia' offerto 30mila euro per acquistarlo - Paul rimarra' a Oberhausen e non si dedichera' piu' ai pronostici. Oggi dall'ascesa al declino della Germania, finendo con il match che ha coronato la Spagna campione del mondo.“Si ritira e dice grazie a tutto il mondo. Sono stati grandi Mondiali” - ha spiegato Tanja Munzig, portavoce dell'acquario di Oberhausen che ospita l'animale. Le performance dell'esperto tentacolare sono state trasmesse in diretta televisiva in numerosi paesi, e in pochi giorni ha raggiunto un numero impressionante di ammiratori ma anche di agguerriti concorrenti. Ma Paul, primo e unico nel suo genere, verrà associato ai Mondiali sudafricani per sempre, insieme alle vuvuzela, alla paraguaiana Larissa, alla prima volta di un paese africano capace di ospitare il torneo iridato, a Nelson Mandela e il suo tenero saluto nella cerimonia di chiusura, e a Shakira con il suo tormentone “Waka Waka”.
Il maestro e compositore Lelio Luttazzi è morto stanotte nella sua casa, a Trieste. Lo si è appreso dal suo amico e agente, Roberto Podio, portavoce della famiglia. Aveva 87 anni e soffriva da tempo di una neuropatia.Lelio Luttazzi era nato a Trieste (la «sua» Trieste) il 27 aprile del 1923: aveva compiuto 87 anni. È stato uno dei personaggi di maggior successo della canzone italiana degli anni '50 e '60 ma soprattutto un protagonista della televisione, dell'epoca d'oro di Studio Uno, della radio e del cinema. Tra i primi ad inserire nella canzone italiana le strutture del jazz, un modo di comporre "swingato" che ha il suo primo esempio in «Muleta mia», una canzone scritta per Teddy Reno. Ma, rimanendo nell'ambito musicale, i titoli delle composizioni di Luttazzi comprendono «Una zebra a pois», cantata da Mina, «Il giovanotto matto», il classico di Ernesto Bonino, «Il favoloso Gershwin», «Promesse di marinaio» fino a quella che rimane la sua interpretazione più famosa e nostalgica, «El can de Trieste». Luttazzi è cresciuto nella stagione in cui nascevano la radio e la televisione moderne e, come tanti altri suoi colleghi, aveva iniziato la sua carriera nella rivista teatrale dove aveva scritto le musiche soprattutto per i testi di Scarnicci e Tarabusi come «Barbanera bel tempo si spera» con Ugo Tognazzi ed Elena Giusti, «Tutte donne meno io» con Macario e Carla Del Poggio nella quale era inserita la celebre «Souvenir d'Italie». Luttazzi apparteneva a quella figura tipica della televisione, del musicista con capacità comiche ed intrattenitore, un ruolo che lo ha portato a condurre programmi come «Ieri e Oggi», «Studio Uno», «Il Paroliere». Probabilmente l'apice della popolarità lo ha toccato grazie ad «Hit Parade» uno dei più longevi programmi radiofonici, uno dei primi esempi italiani di trasmissione dedicata alle classifiche trattate con lo spirito del varietà. L'annuncio con il titolo dilatato ('Hiiiiiit Parade!!) come in uno spettacolo di Broadway è rimasto nella memoria del pubblico italiano che seguiva la radio negli anni '60-'70. Così come molti suoi colleghi dell'epoca, Lelio Luttazzi ha frequentato molto anche il cinema, scrivendo colonne sonore e partecipando anche come attore. Nel primo ruolo ha firmato anche alcuni film di Totò come il celebre «Toto, Peppino e la Malafemmina» o «Totò lascia o raddoppia?». La sua più conosciuta apparizione di attore è del 1965 ne «L'Ombrellone» di Dino Risi. Buon musicista, pianista innamorato del jazz, Luttazzi è stato un personaggio che ha visto interrompersi bruscamente la sua parabola artistica quando è rimasto coinvolto in una vicenda di droga dai contorni mai chiariti della quale è risultato in un primo tempo responsabile di colpe che non erano tutte sue.
Mentre bisognerà aspettare il prossimo anno per la pubblicazione del nuovo lavoro inedito di Vasco Rossi così come descritto dallo stesso artista sulle proprie pagine di Facebook, i fans hanno preso d'assalto l'Itunes Store e i negozi di dischi per acquistare l'evento di una vita considerato da molti, il concerto del Blasco a Londra. Il primo progetto “Instant” di Vasco Rossi” è un esordio col botto per il rocker di Zocca. L’album-documento del grande concerto del 4 maggio all’Apollo Hammersmith di Londra, “Vasco London Instant live”, entra direttamente al primo posto della classifica degli album più venduti in Italia (dati GFK Retail and Technology) ed è stabile dal 22 giugno (giorno dell’uscita) sul podio dei dischi più venduti su iTunes. “Vasco London INstant live” oltre due ore di concerto in versione integrale è disponibile nei negozi tradizionali in edizione limitata (150 mila copie) e sarà negli store digitali solo per un mese e mezzo. Vasco Rossi entra da re nella top ten Artisti certificata da Fimi (Federazione industrie musicali italiane) e Gfk nella settimana dal 21 al 27 giugno: convince i fan “Vasco London Istant Live 04.05.2010” (etichetta Capitol/distributore Emi). Scivola dal primo al secondo posto Ligabue con “Arrivederci, mostro!” (Warner Bros/Wmi). Una posizione in meno – dalla seconda alla terza – anche per Gigi D’Alessio con “Semplicemente sei” (Ggd Productions/Sony). Al quarto posto entra Miley Cyrus con “Cant’t be tamed” (Hollywood Records/Universal Music). Slitta dal terzo al quinto posto Shakira con “She Wolf” (Epic/Sony). Al sesto posto entra Eminem con “Recovery” (Interscope/Universal music). Slittano dal quarto al settimo posto i Liftiba con “Stato libero di Liftiba” (Teg/Sony). Si conferma all’ottavo posto Renato Zero con “Zeronovetour Presente” (Tattica/Tattica). Scende dal quinto al nono posto Cesare Cremonini con “1999-2010 The Greatest Hits” (Warner Bros/Wmi). Chiude la top ten anche questa settimana Lady Gaga con “The Fame Monster” (Interscope/Universal music).
Le immagini dei monumenti più imporanti del nostro paese in rapida sequenza, con una voce suadente fuori campo che invita i telespettatori a riscoprire o a scoprire del tutto la loro "Magica Italia". Ma lo spot istituzionale presentato a Palazzo Chigi dal ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla non e' affatto come gli altri. La sua grande particolarita', infatti, sta nel testimonial: niente di meno che il premier Silvio Berlusconi in persona, che ha voluto cimentarsi nel 'voice over' del promo che, dalla prossima settimana, sarà diffuso sui canali della Rai e ben presto nelle tv estere.E' la prima volta che un presidente del Consiglio mette a disposizione la propria immagine, la propria voce, la propria autoreverolezza per il proprio paese. Una cosa simile non era mai stata fatta in precedenza". Il ministro ha avuto modo anche di fare una battuta: "Naturalmente - ha detto - il testimonial non ha avuto compensi...". lla base dell'iniziativa c'è l'importanza di sostenere la nostra economia attraverso questo "turismo patriottico". L'aspetto che più incuriosisce della pubblicità è proprio la partecipazione di Berlusconi: è la prima volta che un presidente del Consiglio si presta a questo ruolo. La cosa, però non dovrebbe sorprendere: più volte, infatti, il Cavaliere si è fatto latore di questo messaggio implicitamente. Si pensi a quando non ha celato la sua contrarietà nel vedere pubblicizzare attraverso film (e per giunta all'estero) solo le brutture dell'Italia: prima con il profondo dissenso espresso per la possibile candidatura di "Gomorra" agli Oscar e poi con la recente diatriba con Sabina Guzzanti per la presentazione di "Draquila" al Festival di Cannes. L'Italia che il premier rappresenta è altro, come ha voluto sottolineare anche il ministro Michela Brambilla proprio durante la presentazione del messaggio pubblicitario: è il Paese che tutt'oggi può vantare il maggior numero di siti inclusi nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'Unesco, oltre che una rilevante concentrazione di beni culturali (artistici, architettonici e paesaggistici) rispetto a tutti gli altri Stati del mondo.
Un forte sisma di magnitudo 5.4 e' stata registrata ieri (all'1:53 di oggi in Italia) in un'area desertica del sud della California. Il terremoto, uno dei piu' forti degli ultimi tempi nella zona ma che non avrebbe provocato danni, sarebbe stato avvertito da San Diego a Los Angeles. ''La scossa e' durata 10-15 secondi: e' stata davvero intensa'', ha commentato il capitano del dipartimento dei Vigili del fuoco di Borrego Springs, la localita' piu' prossima all'epicentro.
Un'Italia imbarazzante viene sconfitta anche dalla Slovacchia per 3-2 e viene eliminata nella prima fase dei Mondiali del Sudafrica. Si chiedeva finalmente una prova d'orgoglio, invece è arrivata l'ennesima prestazione deludente, di una squadra senza talento e capace di mostrare un po' di orgoglio solamente negli ultimi dieci minuti, di un Mondiale orribile. Tanti errori difensivi, poche occasioni in avanti con gli avversari che arrivano sempre primi sul pallone e meritatamente si qualificano per gli ottavi. L'Italia dice addio al suo titolo di campione del mondo nel peggiore dei modi, chiudendo all'ultimo posto un girone facilissimo, superata anche dalla Nuova Zelanda. Il primo tempo degli azzurri è da museo degli errori ed orrori. La formazione di Lippi è bloccata dalla tensione, non riesce a fare due passaggi di fila, viene costantemente sovrastata dagli slovacchi a centrocampo ed anche in difesa la precisione lascia a desiderare. I nostri avversari, con un po' più di tecnica rispetto alla Nuova Zelanda, ne approfittano per agire nella prima parte in contropiede e poi addirittura tenendo in mano il pallino del gioco. C'è, dopo pochi minuti, una clamorosa occasione sprecata da Hamsik, che calcia fuori completamente libero in area, poi arriva l'1-0. De Rossi regala palla ad uno slovacco, subito l'apertura per Vittek, che batte Marchetti all'angolino. L'Italia non si scuote, anzi, va ancora più in difficoltà: Cannavaro è graziato dal rosso, per un brutto fallo già ammonito, poi il nostro portiere è costretto ad una difficile parata su gran tiro da fuori di Kucka. La sconfitta con la Slovacchia e l'addio degli azzurri e' subito stato ripreso anche dalle radio ed emittenti tv, in diretta ma anche con analisi a caldo di cronisti per spiegare le ragioni dell'uscita della Nazionale di Marcello Lippi.«Se ti presenti col terrore nelle gambe e nella testa, significa che l'allenatore non ha preparato la partita nella maniera giusta. Mi prendo tutte le responsabilità, anche le scelte sui giocatori e quelle fatte per ogni partita. mi spiace da morire per tutti, la federazione, i tifosi, e mi spiace chiudere in questa maniera». Questo l'esordio di Marcello Lippi in conferenza stampa immediatamente dopo l'eliminazione dell'Italia dal Mondiale. L'ormai ex ct azzurro esprime il suo rammarico per aver buttato via la partita contro la Slovacchia, al di là delle palpitazioni dell'ultimo quarto d'ora. «E' evidente che io non ho preparato sufficientemente a dovere la squadra. Tutto mi sarei aspettato tranne quello che ho visto nel primo tempo, lasciamo perdere la reazione della ripresa. Ero convinto di tutt'altro, in campo è entrata una squadra incapace di esprimersi e se per un'ora e un quarto la squadra non riesce a giocare chi si deve prendere la responsabilità se non io?».