Perché prima o poi mangeremo anche le meduse

Pronti a mangiare meduse? Per ora, in Italia, la vendita di questi animali marini non è consentita, ma con la nuova normativa europea sui nuovi alimenti (novel food) e dopo l’approvazione dell’Efsa (l’autorità europea per la sicurezza alimentare), alcune specie di meduse (in inglese jellyfish) arriveranno sugli scaffali dei negozi specializzati e, col tempo, ai supermercati e sulle nostre tavole. Da un punto di vista nutrizionale gli studi confermano che questi animali planctonici (del phylum degli Cnidari), già da tempo consumati in molti Paesi asiatici, sono un ottimo alimento poiché sono buona fonte di proteine, aminoacidi essenziali, collagene, sostanze antiossidanti e sali minerali.   Sono tutte commestibili? La questione non è banale, anche considerato che sono molto sensibili all’inquinamento da microplastiche. Per fare chiarezza è stato avviato il progetto europeo GoJelly: «Ha l’obiettivo di studiare le meduse europee e del Mediterraneo per accertare quali siano le specie più adatte al consumo umano e per individuare quali possano essere utili come fertilizzante per l’agricoltura e mangime per l’acquacoltura», spiega Antonella Leone, ricercatrice all’Istituto di scienze delle produzioni alimentari del Centro Nazionale Ricerche di Lecce (Ispa-CNR).   Le meduse urticanti. Il  gruppo di lavoro della professoressa Leone, in particolare, si occupa di controllare la qualità, la sicurezza alimentare e gli effetti sulla salute di questi nuovi cibi del mare.   «Dal punto di vista alimentare», spiega l’esperta, «non tutte le meduse sono equivalenti. Alcune specie sono ricche di grassi insaturi perché vivono in simbiosi con microalghe che arricchiscono i loro tessuti di acidi grassi omega-3 e omega-6, mentre altre, come la Pelagia, sono molto urticanti e potrebbero forse diventare commestibili solo dopo opportuni trattamenti».   Le meduse pescate nei Paesi asiatici, per esempio, sono sottoposte a un lungo processo di disidratazione con sale d’allume, il cui utilizzo in Europa è però sottoposto a severi controlli.   A tavola! Sgombrato il campo dalle questioni nutrizionali e di sicurezza, la domanda è ancora quella iniziale: pronti a mangiare meduse?   Provate a rispondere con questo test sulla percezione delle meduse come possibile alimento, realizzato dal CNR-Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari (CNR-ISPA) in collaborazione con l’Università di Scienze Gastronomiche (UNISG) di Pollenzo (CN) nell’ambito del progetto Europeo GoJelly H2020-BG-2017.   Non solo jellyfish. È possibile che lo sfruttamento di questa risorsa possa aiutare anche su di un altro versante: alcuni ricercatori ritengono che se diventasse un alimento comune e di largo consumo, forse si riuscirebbe a mettere un freno alla loro eccessiva proliferazione nelle acque italiane ed europee, con un impatto positivo sull’ecosistema marino.     Le meduse non sono l’unico novel food in dirittura d’arrivo sulla tavola degli italiani: a breve, anche gli insetti. Interi o sottoforma di prodotti a base di farine di insetto, per esempio hamburger, cotolette, salse e altri. Vari tipi di insetti e di lavorati a base di farine di insetti sono in vendita da tempo in diversi supermercati di Belgio e Olanda (i Paesi dov’è partito il programma di sperimentazione alimentare sostenuto dall’Europa), e non è difficile trovare aziende e negozi specializzati in Germania, Francia e Svizzera. La scienza ha confermato da tempo che cavallette, locuste, grilli e larve sono ottimi alimenti perché ricchi di proteine e grassi insaturi, come racconta un articolo sul nuovo Focus Extra in edicola, ma anche in questo caso la diffidenza, le abitudini e la cultura alimentare giocheranno un ruolo importante.     È in edicola il nuovo numero di Focus Extra. Sfoglia l’anteprima.     Fonte: FOCUS SCIENZA